Ecumenical Camp: la “cultura dell’incontro” protagonista al Centro Giovanni Paolo II di Loreto

di Pubblicato in Eventi

Ecumenical Camp - Loreto 5/12 agosto 2016

Il Centro Giovanni Paolo II di Loreto, casa dei giovani d’Europa e del mondo, ha ospitato l’ottava edizione dell’Ecumenical Camp che dal 5 al 12 agosto ha riunito ben 150 ragazzi appartenenti a diverse confessioni cristiane: Cattolici di Romania e d’Italia, Greco Cattolici di Romania e Ungheria, Ortodossi di Romania, Luterani di Svezia e Danimarca, Anglicani d’Inghilterra. Un’esperienza comunitaria intensa e davvero straordinaria che ha voluto lanciare un messaggio forte di comunione universale ad un mondo oggi sempre più diviso e lacerato, seminando fiori di bene e di speranza proprio dal cuore dei giovani esortati a “lasciare un’impronta nella storia” su invito di Papa Francesco durante la recente Giornata Mondiale della Gioventù vissuta a Cracovia. L’Ecumenical Camp di Loreto è un’impronta chiara nella storia, che da otto anni testimonia la bellezza dello stare insieme e di essere un cuore solo nel cuore di Gesù pur essendo diversi, ma in fondo così simili in quanto figli di un unico Padre. “Che tutti siano Uno”: questa verità profonda è un invito a perseverare nella costruzione di un cammino ecumenico pieno e visibile che generi una cultura dell’incontro ed eriga ponti ben radicati sulla Parola del Vangelo: “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri. Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri”. (Giovanni 13,35)

La settimana dell’Ecumenical Camp è stata costellata da tante emozioni vissute all’insegna del dialogo, della fraternità, dell’amicizia e della condivisione nelle catechesi e durante le esperienze concrete di servizio a chi soffre, accogliendo così l’invito del Santo Padre ad essere “Chiesa in uscita” pronta a farsi prossima e ad abbattere i muri della sempre più dominante “cultura dello scarto”. Particolarmente intensi e toccanti i momenti di preghiera ecumenica che hanno scandito le giornate, cementando il legame tra i ragazzi visibilmente commossi e partecipi durante la veglia in Santa Casa di lunedì 8 agosto, guidata dal Cardinale Edoardo Menichelli con la partecipazione di Mons.Giovanni Tonucci Arcivescovo Prelato di Loreto, di Don Paolo Volpe direttore del Centro Giovanni Paolo II e degli esponenti delle diverse confessioni cristiane.

Parliamo di ecumenismo perchè siamo divisi. Abbiamo preso la veste spirituale di Cristo e l’abbiamo stracciata. L’ecumenismo è un impegno, un’obbedienza e una grazia. Ricordiamoci sempre che ogni divisione fa male alla vita”: con queste parole il Cardinale Menichelli, presidente e delegato per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso nella Conferenza Episcopale Marchigiana, ha voluto ricordare che la linfa vera che ci tiene uniti è il dono del battesimo che abbiamo ricevuto nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Membra sumus corporis magni: siamo tutti chiamati ad essere discepoli di Gesù nell’unità della Chiesa. La comunità dei discepoli deve avere un’identità ben definita. Questa identità ha un nome: è la comunione, segno visibile, vero e  carnale dell’amore di Cristo in mezzo a noi. La riflessione del Cardinale Menichelli ha suggellato ancora una volta il bisogno che tutto il mondo ha di un “oceano di Misericordia” e di un ritorno vero e profondo alla Parola di Cristo: “Noi tutti dobbiamo inginocchiarci davanti a Gesù e dobbiamo chiedere allo Spirito Santo di cambiare il nostro cuore.”

La grande rivelazione di questa ottava edizione dell’Ecumenical Camp è stata l’Ecumenic Production, che ha trasformato il quartier generale di Montorso in un vero e proprio “studio” discografico con laboratori di comunicazione, musica, storytelling, songwriting e multimedialità finalizzati alla produzione di un brano e di un videoclip. Un inno ufficiale ecumenico del tutto originale perché interamente costruito e animato dai ragazzi stessi, supportati da veri professionisti nel mondo dei media per la nuova evangelizzazione che hanno aiutato i 150 giovani dell’Ecumenical Camp a far emergere il meglio che è in loro. Attori, cantanti, ballerini: veri talenti tra loro diversi ma unici agli occhi di un Padre che tanto li ama e li ha chiamati a sè in questa esperienza di amore universale. Eventi come l’Ecumenical Camp ci insegnano che è possibile aprire la serratura del nostro cuore per accogliere l’altro da noi, è possibile che la diversità diventi fonte di crescita e di arricchimento per il bene comune. Una convivenza pacifica che porti molto frutto nasce allorquando l’orizzonte del nostro sguardo si apre all’Oltre e spazia nel meraviglioso mare magnum dell’Infinito che è dentro e fuori di noi. E scopriremo che da soli si cammina veloci, ma insieme si va lontano.

 

Benedetta Grendene

Autore: Redazione