Giacinta Marto e la Madonna di Fatima

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Il  20 febbraio si festeggia Giacinta Marto una dei tre pastorelli conosciuti per aver assistito alle apparizioni della Madonna di Fatima

Giacinta, il fratello Francesco e la cugina Lucia si recavano spesso sulle colline fuori del paese e gridavano a gran voce il nome della Madonna. Dalle Memorie di Suor Lucia veniamo a sapere che Giacinta recitava l’Ave Maria in luoghi dove risuonava l’eco, aspettando che il nome risuonasse fino alla fine. La Madonna scelse di apparire proprio a questi tre piccoli per rivelare a Fatima nel 1917 che il mondo stava andando incontro a terribili guerre e che la Chiesa e l’intera umanità dovevano unirsi nel Cuore Immacolato di Maria.

Quando il 12 settembre del 1935 le spoglie furono trasferite da Vila Nova de Orèm  a Fatima, la bara fu aperta per un controllo e sorprendentemente il volto della piccola era incorrotto. In quell’occasione fu scattata una foto che testimoniasse il fatto ed il Vescovo di Leira, l’allora Monsignor Josè Alves Correia da Silva, ne inviò una copia alla cugina suor Lucia, la quale rimarcò le virtù straordinarie della cugina Giacinta.

Questo spinse il Vescovo a chiedere che fosse testimoniata tutta la vita di suor Giacinta, dando vita alla memoria della veggente.

I racconti della vita di Giacinta presero vita in tre Memorie.  La Prima Memoria che si concluse nel 1935.  La Seconda Memoria del novembre del 1937. La terza memoria che suor Lucia consegno l’8 dicembre giorno dell’Immacolata Concezione, del 1941.

Proprio nella Terza Memoria suor Lucia rivela ciò che nelle prime due Memorie aveva cercato di nascondere cosa le apparizioni avevano rivelato di più intimo

Nella primavera del 1916 l’Angelo del Portogallo  comparve loro, anticipando l’arrivo di Nostra Signora di Fatima. Lucia e Giacinta, avevano la straordinaria capacità di vedere e sentire,  Francesco poteva solo vedere. L’Angelo, portò l’Eucaristia e li comunicò, per tre volte pregò: «Mio Dio! Io credo, adoro, spero e Vi amo. Vi chiedo perdono per quelli che non credono, non adorano, non sperano e non Vi amano, pregate così. I Cuori di Gesù e di Maria stanno attenti alla voce delle vostre suppliche».

Francesco era mite, umile, paziente, era sempre sorridente e gentile ed amava il silenzio.

La sera, Francesco e Giacinta andavano nell’aia della famiglia di Lucia a giocare e, insieme, aspettavano che la Madonna e gli Angeli.

Francesco contava le stelle, si emozionava moltissimo guardando il sorgere e il tramontare del sole. che identificava come la luce del Signore. Francesco aveva un’ anima ispirata di profonda preghiera.

Giacinta diceva a Lucia che per lei non valeva la pena andare a scuola perché di li a poco sarebbe salita in Cielo, faceva penitenze per salvare anime peccatrici dall’Inferno.

La breve vita di Giacinta trascorse in maniera corrispondente a quella del fratello, legata da un’analoga serenità spirituale di profonda Fede. Era insaziabile nel sacrificio e nelle mortificazioni.

A luglio del 1919 Giacinta entrò in ospedale, colpita dalla “Spagnola”. Sua madre le chiese che cosa desiderasse e la piccola chiese la presenza di Lucia.

La visita di Lucia fu incentrata  alle sofferenze offerte per i peccatori al fine di allontanarli dall’Inferno, mostrato dalla Madonna: «Tu rimani qua per dire che Dio vuole istituire nel mondo la devozione al Cuore Immacolato di Maria. Quando ci sarà l’occasione, non ti nascondere. Ricordati di dire a tutti che Dio ci concede le grazie per mezzo del Cuore Immacolato di Maria. Quanto vorrei mettere nel cuore di tutti, il fuoco che mi brucia qui nel petto e mi fa amare tanto il Cuore di Gesù e il Cuore di Maria!”».

Giacinta nacque l’11 marzo del 1010 e morì il 20 febbraio del 1020 di una dolorosa malattia.

Con il racconto della vita di Giacinta la notorietà di Fatima  si diffuse in tutto il mondo.

Giacinta fu beatificata da Papa Giovanni Paolo II il 13 maggio del 2000.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.