Halloween? No, grazie!

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Anche quest’anno è iniziato il bombardamento commerciale legato alla festa di Halloween: negozi colmi di ragnetti, streghe, scheletri, fantasmi e zucche; addobbi in ogni dove … persino negli oratori parrocchiali! In nome di questa festa si insegnano a scuola filastrocche e canzoncine, si organizzano laboratori per bambini, corsi di inglese,  feste di ogni tipo per grandi e piccini e l’immancabile giro per le case alla ricerca di dolcetti e caramelle: dolcetto o scherzetto?

Forse le nuove generazioni, che sono nate e cresciute respirando questa realtà, partecipano a tutto questo convinte che in Italia il fenomeno sia sempre esistito. In realtà questa festa è entrata nel nostro paese solo qualche anno fa, anche grazie alla globalizzazione e alla divulgazione mediatica della rete.

Ma chi ne conosce le origini, tra l’altro piuttosto inquietanti, si tiene ben lontano da certe situazioni e tradizioni. Benché si trovino in rete moltissime leggende o storie legate alla festa di Halloween, è ormai certo che si tratti di una ricorrenza di origine celtica. Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre i Druidi, sacerdoti celtici, celebravano presso i megaliti, riti in onore del dio delle tenebre Samhain, raffigurato con corna di cervo (tutt’ora in alcune zone della Bretagna si prepara una torta a forma di corna di cervo che simboleggia il Dio cornuto prima che torni nell’Aldilà).

Era ed è ancora considerato il giorno più magico dell’anno, il Capodanno celtico, perché si terminavano i raccolti e il terreno veniva preparato per l’inverno. Venivano accesi dei falò e ogni famiglia prendeva solennemente il fuoco nuovo dal falò sacro. Poiché la cultura celtica aveva una visione circolare e ciclica del tempo, Samhain si trovava in un punto fuori dalla dimensione temporale, non appartenendo né all’anno vecchio né a quello nuovo per cui chi non partecipava poteva essere distrutto in quanto escluso dalla dimensione temporale.

Era la festa della supremazia della notte sul giorno, una festa mitico-rituale con aspetti di culto orgiastico, di riti di propiziazione e fecondazione in cui veniva compiuti sacrifici umani e il grasso veniva trasferito nelle zucche e bruciato, facendole diventare come torce. In quel giorno, il velo che divideva la terra dei morti e dei vivi si assottigliava al punto che i due mondi potevano comunicare.  I dolcetti  o altro cibo venivano messi fuori dalle case, ai tempi dei celti, per rabbonire e tenere lontani gli spiriti demoniaci che vagavano per le strade in quella notte.

Da qui nasce la leggenda di Jack O’lantern, la quale narra di un uomo dalla vita dissoluta che fece un patto con il demonio, venuto a riscattare la sua anima, per non andare all’inferno, ma al momento della morte, non potendo neanche accedere al paradiso, fu gettato nell’oblio in cui fu costretto a vagare per il resto dei suoi giorni, con in mano un tizzone acceso. Ai bambini viene appunto fatta mettere la zucca fuori casa per aiutare Jack a trovare un luogo dove riposare e diventa simbolo di quest’anima vagante (in America la zucca viene chiamata proprio Jack O’lantern).

Oltre al fatto che spesso questa festa che sfocia nella violenza e in atti di vandalismo, da qualche tempo la chiesa sta cercando di aprire gli occhi dei cristiani sul legame di Halloween con il satanismo (il 31 è considerato il compleanno di Satana e non a caso proprio il 31/10/2015 è stata inaugurata in Texas la “Chiesa Maggiore di Lucifero”); in effetti in America, dove è approdata solo nel 1800 con i migranti, viene chiamata “la notte del diavolo”.

In questa notte per contrastare questa deriva leghiamoci nella preghiera recitando il Santo Rosario.

Autore: Vera De Dominicis

Nata ad Ancona, sposata e mamma di tre figli. Laurea di Magistero presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose "Lumen Gentium" di Ancona, insegna Religione Cattolica alle superiori. Catechista, segue il suo percorso di fede nel Cammino Neocatecumenale, assieme al marito.