Il Santo Natale, la nascita di Gesù.

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Il vangelo secondo Matteo si apre con una pagina superba, dove si susseguono come nel fiume della vita le generazioni umane:

<< Genealogia di Gesù Cristo figlio di Davide, figlio di Abramo. Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe, Giacobbe generò Giuda ed i fratelli … >>

Il Messia promesso ed annunciato è atteso da tutti le genti. San Paolo racchiude l’evento in pochissime parole:

<< Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da una donna >> Gal 4,4.

Maria accetta con un “sì” l’annuncio impossibile dell’Angelo Gabriele, con totale disponibilità germoglia l’Emanuele, il Dio con noi, che accede nel mondo per compiere la volontà del Padre.

Il Verbo si è fatto carne, nasce il Cristo Redentore.

A dir il vero sulla data reale della nascita di Gesù di Nazareth non si è mai trovato un’ intesa tra gli specialisti del settore. Oggi più che mai riaffiora l’ipotesi in passato esaminata con scetticismo, secondo la quale la data potrebbe concretamente essere il 25 dicembre.

Anche se, molte chiese orientali continuino ancor oggi a festeggiarlo il 6 gennaio, facendolo coincidere con l’Epifania, in quanto  tale data coincideva nel mondo ellenistico-romano con la festa di Iside, signora delle acque.

Da questa ragione i cristiani vi avrebbero avvicinato la liturgia del battesimo di Gesù ed il miracolo eucaristico delle nozze di Cana, l’acqua, simbolo della natura umana mutata in vino, simbolo di quella divina.

I primi cristiani secondo la tradizione del tempo, a Roma, avrebbero scelto per onorare la nascita del Salvatore proprio il giorno centrale di un periodo festivo già dedicato al solstizio d’inverno, durante il quale per tradizione si celebrava la divinità protettrice più grande per l’imperatore, il Sol Comes Invictus.

Il presepe, è una tradizione più tarda, avviata nel 1223 da San Francesco d’Assisi che associa la nascita del Signore Gesù  ad un paesaggio montano innevato, quello verosimilmente dell’Italia centrale, dove l’usanza nacque nel paese di Greggio. Solo più tardi venne associato ad uno stile orientalistico di tipo ottocentesco, alimentato dalla presenza dei Magi con abiti orientaleggianti, con palme, deserti ed oasi che, poco appartengono ai territori palestinesi.

La notte tra il 24 ed il 25 dicembre, la notte della nascita del Salvatore,è quella che rimanda al mese futuro di gennaio. Rappresenta una notte di apertura, una Notte Santa, dell’inizio di tutto, di digiuno e di preghiera, una notte di astensione dalle pratiche sessuali e di astensione dall’assunzione di carni. Rappresenta anche il sovvertimento delle regole cosmiche, in cui per tradizione popolare si dice che gli animali parlino nelle stalle.

L’Annunciazione, la Nascita e l’Adorazione costituiscono i tre momenti della venuta al mondo di Cristo il Salvatore nella Notte Santa.

 

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.