L’inizio del Triduo Pasquale: le celebrazioni del Giovedì Santo

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Il Triduo Pasquale è il fulcro dell’intero anno liturgico e cuore del cammino cristiano.

 

Comincia con il Giovedì Santo, giorno in cui si fa memoria dell’istituzione del sacramento dell’Eucarestia e del sacerdozio e termina con la celebrazione della Santa Pasqua di Risurrezione del Signore Gesù.

La mattina del Giovedì ciascuna diocesi si raduna in cattedrale attorno al vescovo per celebrare la Messa crismale durante la quale vengono benedetti il sacro crisma, l’olio dei catecumeni e l’olio degli infermi. Questi oli verranno utilizzati durante tutto il nuovo anno liturgico per il sacramento del battesimo, della confermazione, dell’ordinazione sacerdotale ed episcopale e degli infermi.

Tutto questo a voler sottolineare che la sorgente salvifica di ogni sacramento scaturisce dal mistero pasquale di Cristo.

La sera del giovedì si fa memoria dell’ultima cena di Gesù con i suoi discepoli. Egli è il vero agnello pasquale che offre la sua vita per noi attraverso il sacrificio della croce, cosi da compimento al rito pasquale ebraico, che ricorda la fuga degli Ebrei dall’Egitto, ridotti in schiavitù e liberati da Dio.

Durante l’ultima cena Gesù lava i piedi dei suoi apostoli invitandoli a fare lo stesso gli uni per gli altri in nome dell’Amore vicendevole:

 “Capite quello che ho fatto per voi? Voi mi chiamate il Maestro e il Signore, e dite bene, perché Io sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i piedi a voi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato un esempio, infatti, perché anche voi facciate come io ho fatto a voi. (…) Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, cosi amatevi anche voi gli uni gli altri”. Gv 13,12-15.34.

Nella liturgia tutto questo ci ricorda che siamo chiamati ad amare come Gesù, che ha donato la sua vita per la nostra salvezza.

Il giovedì Santo si conclude con l’adorazione eucaristica, a memoria dell’agonia di Gesù che si ritira in preghiera al cospetto del Padre nell’orto del Getsemani. 

 Il Venerdì Santo è il giorno della memoria della Passione e morte del Signore. Il Cristo crocifisso e le sue sofferenze sono il centro dell’adorazione e della preghiera durante tutta questa giornata di Via Crucis.

Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto”. Gv 19,37.

Lasciamoci guidare da coLui che sale il Calvario fino alla croce sul Golgota e offre se stesso per noi.

Il Sabato Santo, conclusione del Triduo, è il giorno della sepoltura di Gesù che scende agli inferi per liberare le anime dei giusti morti prima di lui e dei progenitori. Il grande silenzio di Dio si carica di Speranza e di pienezza in attesa della Veglia di Pasqua.

Finalmente la Domenica è il giorno dell’annuncio della buona notizia: la Risurrezione del Signore e la sua vittoria definitiva sul peccato e sulla morte.

Maria di Magdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!»”. Gv 20,18.

Nel vivere il Santo Triduo disponiamoci ad accogliere l’Amore santificante di Gesù che ci ha salvati, ci salva e che sempre ci salverà e, come Maria, corriamo ad annunciare a tutti il lieto messaggio.

Autore: Ilaria Crocioni

Nata a Torino, Laureata in Scienze della Comunicazione presso l’Università degli Studi di Torino. Specializzazione in Direzione delle Imprese. Già assistente di stage giornalista Rai per la sede di NYC. Studiosa in Scienze religiose.