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La storia
Nel 258, durante la persecuzione contro i Cristiani da parte dell'imperatore Valeriano, S. Lorenzo venne bruciato vivo su una graticola perché si rifiutava di venerare le divinità romane.
In suo onore, nel 330, l'imperatore Costantino fece erigere una basilica accanto al luogo in cui fu sepolto il martire.
Nel VI secolo Pelagio II commissiona una nuova Basilica accanto alla precedente, chiamata "basilica minor", per contenere la cripta con le reliquie di S. Lorenzo. La nuova chiesa, formata da una pianta quadrata a lato della prima basilica, era costituita da scale interne che permettevano di accedere alla cripta del Santo.
Una nuova costruzione venne aggiunta sotto Onorio III nel secolo XIII; l'abside fu demolita e venne realizzato uno spazio unico con la chiesa costantiniana, ma invertendo l'orientamento basilicare.
L' attuale struttura comprendeva la navata e il portico e venne arricchita, nel corso del tempo, con nuove decorazioni. La vecchia Basilica, in seguito, assunse la funzione di presbiterio, costituendo un tutt' uno con il recente edificio.
Della precedente chiesa possiamo ancora notare il chiostro romanico, il campanile e una torre usata come cimitero dei Cappuccini, l'ordine monasteriale che custodisce ancora oggi la Basilica.

Il Santuario
La facciata e il portico
La facciata del Santuario, a laterizio, è preceduta da un portico creato da Vassalletto nel 1220, ornato da sei colonne di marmo antico. E' composto da vari affreschi, una cornice di foglie, fiori e frutta, con una copertura formata da travi in legno.
Sotto il portico, ai lati, sono poste due statue che raffigurano dei leoni e delle tombe antiche del VI secolo.
Sulla parete frontale, a destra della porta di ingresso alla Basilica, notiamo gli affreschi della storia del martire Lorenzo in tre file ognuna con sei riquadri. A sinistra, invece, è rappresentata, in parallelo la storia di S. Stefano. Sempre a sinistra è situata la tomba di Alcide De Gasperi, opera dello scultore Giacomo Manzù.

L'interno
Le due chiese
Al suo interno le due chiese sono ben distinte, e costituiscono un complesso vario ed originale per il suo orientamento basilicare.
La chiesa onoriana è composta da tre navate, divise da ventidue colonne di spoglio, sormontate da capitelli ionici. Il soffitto è a capriate lignee e il pavimento cosmatesco, del XIII secolo, rappresenta quattro riquadri che raffigurano grifi e draghi.
Nella navata centrale sono collocati due pulpiti, sempre del XIII secolo. Quello a sinistra, detto dell'Epistola, è riservato alla lettura di testi biblici ed è posto sopra una base di marmo chiaro, chiuso da un lato da una lastra di porfido. Il pulpito per la lettura del Vangelo è arricchito da decorazioni colorate e sorretto da una base di marmo e granito nero e bianco. Il reggileggio è composto da una lastra verde con un'aquila che cattura la preda. Accanto, si trova il candelabro del cero pasquale, abbellito da mosaici policromi, con alla base due leoni ruggenti.
Nel presbiterio possiamo osservare il mosaico dell'arco trionfale, probabilmente del VI secolo, mentre il ciborio, posto davanti all'abside,è formato da quattro colonne di porfido con una copertura piramidale, prima creazione in marmo realizzata a Roma.
La cripta del IV secolo, chiamata "della Confessione", situata sotto l'altare maggiore, racchiude i resti di S. Lorenzo, S. Stefano e S. Giustino, che rappresentano idealmente la congiunzione delle due chiese antiche.
In fondo, sopra l'arco trionfale, troviamo il mosaico "Gesù tra i SS. Paolo, Stefano e Ippolito" e a sinistra "Pietro, Lorenzo, e Papa Pelagio", risalenti al VI secolo; dalla parte opposta, si notano gli affreschi di Cesare Fracassini. Lungo la navata destra, nella Cappella di S. Tarcisio, viene raffigurata "S. Ciriaca che seppellisce S.Lorenzo" opera di Emilio Savonanzi e la "Decollazione del Battista" di Giovanni Serodine.
La basilica pelagiana era formata, invece, da tre navate, divise da due file di dodici colonne. Oggi quest'area è adibita a presbiterio, raggiungibile attraverso due rampe di scale. Del IV secolo è la trabeazione, arricchita da trofei di armi e fogliami, che sovrasta il presbiterio composto da colonne scanalate con basi ioniche e capitelli corinzi.

Il Chiostro
A destra, passando per la sacrestia ottocentesca, si accede al Chiostro del XII secolo, uno dei più antichi di Roma, circondato da colonne senza decorazioni. Sopra, su due lati, sono state aperte delle piccole logge a colonnine e archi; sugli altri due lati si trovano finestre con cornici a croce e frammenti antichi.
Dal chiostro si accede, tramite una scala in marmo, alle Catacombe di S. Ciriaca, dove sono conservate alcune pitture.


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