San Francesco il “poverello” d’Assisi

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Evangelizzazione e spirito missionario

L’ideale missionario di Francesco era di evangelizzare non solo il mondo cristiano spesso ormai lontano dai principi evangelici, voleva arrivare ai non credenti, ai saraceni ai musulmani.
I suoi frati andarono in Spagna, Marocco, Portogallo.

Nella notte della Vigilia di Natale del 1223 vicino a Rieti Francesco decide di rivivere la nascita di Gesù Bambino con figure viventi nasce così la tradizione del presepe nel mondo cristiano.

Durante l’estate del 1224 ormai stanco e provato fisicamente per le malattie, le fatiche, i continui viaggi, spostamenti ed i digiuni, Francesco deve allontanarsi dall’Ordine pur non volendo e si ritira sul monte della Verna nel Casentino con alcuni dei suoi primi compagni e celebra così con digiuno e partecipazione la Passione di Cristo la “Quaresima di San Michele Arcangelo”.

Il 14 settembre del 1224, festa della Esaltazione della Santa Croce, mentre è in preghiera gli appare dal cielo un serafino con sei ali di fiamma e di luce, che gli si avvicina, Francesco vede fra le ali del serafino un uomo crocifisso, finita la visione Francesco riceve il miracolo delle stimmate.
Decide così di tornare ad Assisi anche se visibilmente dolorante e trasformato, erano molte infatti le malattie che lo affliggevano: allo stomaco, alla milza, al fegato ed aveva problemi alla vista.

Le sue ultime omelie sono dell’inizio del 1225, quando Francesco si trovava a San Damiano, nel piccolo convento annesso alla chiesetta da lui restaurata tanti anni prima e dove viveva Chiara e le sue suore. Qui compone il “Cantico di frate Sole” o “Cantico delle Creature”.

All’insorgere dell’aggravarsi delle sue condizioni viene su sua richiesta portato nella sua amata Porziuncola dove muore nella tarda serata del 3 ottobre 1226 mentre recitava il salmo 141 sdraiato a terra, aveva circa 45 anni.

La mattina del 4 ottobre, il suo corpo viene traslato con una solenne processione dalla Porziuncola alla chiesa parrocchiale di S. Giorgio ad Assisi, dove era stato battezzato e dove aveva cominciato nel 1208 la predicazione.

Papa Gregorio IX il 16 luglio del 1228 proclama santo il Poverello di Assisi presente la mamma madonna Pica, il fratello Angelo ed altri parenti e fissa la festa al 4 ottobre.

Il 18 giugno 1939 papa Pio XII riconosce Francesco come il “più italiano dei santi e più santo degli italiani” e lo proclama Patrono principale d’Italia.

Dal suo ‘Testamento scritto poco prima di morire:

“Nessuno mi insegnava quel che io dovevo fare; ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo il Santo Vangelo”.

Viene per questo considerato il più grande santo della fine del Medioevo; fu l’uomo, il santo che diede la risposta ai tanti e non semplici interrogativi più profondi del suo tempo.

Con la sua vita è stato ed è l’esempio dei principi universali del Vangelo.

San Francesco è Patrono d’Italia, degli ecologisti, degli animali, degli uccelli, dei commercianti, dei Lupetti e Coccinelle AGESCI.

 

 

Autore: Caterina Rossetti

Docente di discipline umanistiche presso la scuola secondaria di secondo grado. Laurea in filosofia. Studi specialistici in Scienze Religiose.