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S. Croce in Gerusalemme

La Basilica di S. Croce si trova alle pendici del colle Esquilino, a Roma. Sorta sul luogo di un’antica necropoli, la Basilica fa parte delle sette chiese giubilari della città, che comprendono le quattro Basiliche Patriarcali - S. Maria Maggiore, S. Pietro - S. Giovanni e S. Paolo – e le chiese di S. Sebastiano e S. Lorenzo.

La storia
Tra il III e IV secolo d.C. spiccava sul colle Esquilino un complesso formato da un palazzo imperiale – chiamato Sessorium - dalle Terme Eleniane, dal Circo Variano e dall’Anfiteatro Castrense. La costruzione era la residenza della madre dell’Imperatore Costantino, Elena.
Difatti il Santuario, realizzato nel IV secolo, venne ricavato da un atrio del palazzo imperiale per volontà di Costantino e della Santa Imperatrice.
La Basilica fu edificata per custodire le reliquie della Passione del Signore, ritrovate miracolosamente sul Calvario e condotte a Roma proprio dalla madre dell’Imperatore.
La leggenda vuole che le Croci, scoperte dall’Imperatrice Elena, furono portate in processione a Gerusalemme, dove il vescovo San Macario, avendo invocato dal Signore un segno, riuscì a distinguere la Croce di Gesù. La volontà del Sacro Legno si manifestò riportando miracolosamente in vita un giovane toccato dalla Santa Croce.
L’imperatrice divise la Croce in tre parti: una la lasciò a Gerusalemme, la seconda la mandò al figlio a Costantinopoli, e l’ultima parte la portò con sé a Roma, insieme ad altre Reliquie.
Con la Terra del Calvario la donna cosparse il pavimento della Cappella a lei dedicata all’interno della Basilica.

Nel corso del tempo il Santuario subì restauri e modifiche, ma il cambiamento decisivo avvenne sotto Lucio II. Nel XII secolo la Basilica venne trasformata secondo lo stile romanico, con la divisione in tre navate, l’aggiunta di un campanile, e la costruzione di un portico, posto davanti alla facciata del IV secolo.
Le variazioni in stile barocco si ebbero, invece, verso il Settecento, con il pontificato di Benedetto XIV e grazie agli architetti Gregorini e Passalacqua.

Il Santuario
La facciata
La parte anteriore della Basilica è composta da fasci di lesene - divisi in tre campi concavi e convessi - arricchita da un timpano curvo e da balaustre con alcune statue.
Oltre il timpano, infatti, nella parte superiore, notiamo, in particolare, le statue Evangeliste di Elena e Costantino.
Alla destra della Basilica si trova il campanile romanico in laterizio, con quattro piani di bifore accoppiate, costruito durante il pontificato di Giulio II.

L’interno
E’ formato da tre navate con otto colonne, intervallate da sei pilastri derivati dalla variazione del 1743. All’inizio della navata centrale sono poste due acquasantiere del XV secolo, con pesci scolpiti internamente, mentre alle pareti delle navate laterali si possono notare altari e teli. Il soffitto è costituito da legno voltato a botte dove si aprono sei lunette, mentre il pavimento riflette lo stile cosmatesco.
Al centro dell’abside troviamo un affresco di Antonazzo Romano del XV secolo, che raffigura il Cristo Benedicente con il ciclo dell’Invenzione-Esaltazione della Croce, e un sepolcro del Quattrocento, creato da Sansovino. Nel presbiterio, invece, è situato un baldacchino settecentesco, composto dalla parte superiore in marmo e ornato da angeli in bronzo dorato.

La Cappella di S. Elena
La Cappella di S. Elena, dedicata alla madre dell’Imperatore Costantino, si trova in fondo alla navata destra della Basilica. E’ caratterizzata da una mosaico di Gesù Benedicente, gli Evangelisti e Storie della Croce, posto sulla volta, creato forse su disegno di Melozzo da Forlì.
Si racconta che proprio in questo luogo la Santa Imperatrice depose le Reliquie dopo aver cosparso il pavimento con la terra del Calvario.

Le reliquie
Oggi le Reliquie sono conservate nella Cappella delle Reliquie, che ripercorre il tema della Passione e Morte di Gesù attraverso una simbologia specifica, descritta da affreschi e gruppi bronzei. La Cappella, conclusa nel 1952, è formata da marmi policromi, vetrate e mosaici.
I Reliquiari, invece, sono esposti sull’altare della Cappella, custoditi da una teca di cristallo. Le reliquie comprendono, in particolare, una parte della Croce, un Chiodo e il Titolo, ossia la tavoletta di legno con l’iscrizione di Ponzio Pilato in tre lingue.

La Cappella di S Gregorio
Nella navata di sinistra è situata la Cappella semisotterranea di S. Gregorio, realizzata tra il 1495 e il 1520, e comunicante con la Cappella di S. Elena. Sull’altare troviamo una Pietà del ‘600, mentre gli affreschi della volta, del XVII secolo, rappresentano la SS. Trinità, la Vergine e molti Santi Monaci. Il reliquiario del Santo è visibile nel museo della Basilica.

A tutt’oggi il complesso che forma il Santuario è costituito da varie unità, tra cui, ricordiamo l’oratorio di S. Maria del Bonaiuto, il Monastero gestito dai Cistercensi, i resti dell’Anfiteatro Castrense, il museo della Basilica, la biblioteca Sessoriana .