Santuario Maria Santissima Regina di Anglona

Storia:



La storia narra dell’apparizione della Vergine ad un giovane pastorello, la “bellissima Signora” come la chiamò il ragazzo, gli chiese di raccogliere gli abitanti del paese per andare a prenderla. La popolazione incuriosita, corse verso la sommità del colle e al posto della Signora, vi era una Statua della Madonna. Per ricordare quel miracoloso evento, venne costruito un capitello votivo e fu posta una croce in legno. Da allora, la Statua della Madonna viene portata in pellegrinaggio ogni ultima domenica di aprile, per un tratto di oltre 10 chilometri, percorso necessario per giungere dal Santuario alla Cattedrale di Tursi.



Santuario:



La costruzione dell’attuale Santuario, avvenne tra l’11esimo ed il 12esimo secolo, come ampliamento della Chiesetta originale datata tra il settimo e l’ottavo secolo.



Nel 1369, la città di Anglona fu vittima di un tremendo attacco e l’unico edificio a salvarsi dalle fiamme, fu proprio la Cattedrale. La parete nord, crollò, non si sa quali furono i motivi, se attribuibili all’attacco o meno, fatto sta che gli affreschi adornanti le pareti andarono persi.



La Chiesa è a croce latina e ha tre navate, i recenti restauri hanno permesso di riportare alla luce parte dei numerosi affreschi che l’adornavano, sulle colonne sono rappresentati i Santi. Sulle pareti, è possibile ammirare affreschi di scene del Vecchio Testamento, come: il martirio di San Simone, la creazione dell’Eden, la Torre di Babele e così via.



Nel 13esimo secolo, Melchiorre da Montalbano (fu chierico di Anglona), si occupò dell’ampliamento dell’abside, mentre un paio di secoli dopo l’ala sinistra venne ricostruita insieme all’episcopio.



Il portale in stile romano è arricchito di formelle in roccia calcarea raffigurante i simboli dei quattro evangelisti, a sinistra della facciata si trova il campanile, anch’esso in stile romanico.



Nel 1931 il Santuario venne proclamato Monumento Nazionale, mentre nel maggio del 1999, Papa Giovanni Paolo II lo elevò a Pontificia Basilica Minore.



 



Fonti Immagine:



Alessandro Antonelli, A mormando e Comune di Tursi da commons.wikimedia.org


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