Santuario Santa Maria della Strada

Storia:



Costruita negli anni a cavallo del 12esimo secolo, la Chiesa è posta in aperta campagna, in cima ad una collina isolata nelle immediate vicinanze di un sentiero naturale (chiamato in dialetto molisano “tratturo”).



Verso la fine dello scorso secolo (1889), venne eletta monumento nazionale.



 



Santuario:



Il terreno sul quale nasce la Chiesa, fu donato dal governatore dell’epoca Roberto Valerio, nelle vicinanze del Santuario, si trova un vecchio casale che era utile per l’economia degli ordini religiosi che vi abitavano (Basiliani prima, Benedettini poi). Nel 1465, l’ordine dei Benedettini abbandonò il casale a causa di un violento terremoto.



Lungo i secoli, si alternano lunghi periodi di abbandono totale, fino a quando il Cardinale Orsini di Benevento decise di restaurarla e consacrarla, riaprendola ai fedeli nel 1703.



Le condizioni dell’attuale Santuario, sono buone, ma alcuni interventi hanno eliminato tracce del suo prezioso passato.



Nella parte esterna trovano posto molte rappresentazioni religiose, ad esempio, sulla destra del portale sono rappresentati due pavoni intenti a bere in un vaso sopra il capo di San Michele, si presume che questa rappresentazione indichi l’Immortalità promessa. Un’altra rappresentazione narra una battaglia, e tra le figure, si nota un cavaliere uccidere con la propria spada un leone, la bestia rappresenterebbe il male, quindi Satana. Sempre all’esterno, è possibile ammirare il rosone, composto da un foro centrale dal quale partono dei piccoli pilastri, inframezzati da dodici fori, quest’ultimi dovrebbero rappresentare i dodici apostoli.



All’interno invece, si staglia su tutto il simulacro ligneo della Madonna con il Bambino, che con una mano regge una sfera, che simboleggia il Mondo. Si pensa che i Monaci Basiliani, provenienti dalla Grecia, portarono dalla loro terra il simulacro.



Sulla prima colonna a destra, è posta l’acquasantiera in pietra risalente al 1400, le incisioni rappresentano una croce con quattro rosette (simbolo della passione di Cristo) e grappoli d’uve e foglie (emblema dell’Eucaristia). Si narra che questo oggetto venne donato dal Conte di Campobasso Cola Monforte.



La tomba di Berardo D’Aquino è posta all’interno di un sarcofago di travertino in stile gotico, l’opera viene attribuita alla Scuola di Tino da Camaino ed è arricchita alla base da quattro colonnine appoggiate su due piccoli leoni (ora mancanti).



La Chiesa è in stile romanico, nonostante gli interni sono di chiara influenza araba e bizantina, la pianta è a croce greca e sono presenti dodici colonne (sempre a ricordare i dodici apostoli), il Santuario è rivolto verso est, verso il Sole (che rappresenterebbe Gesù Cristo). La muratura è senza intonaco ed è costituita da blocchi quadrati di calcare, questi blocchi ospitano al loro interno dei nummuliti (fossili con guscio a spirale).


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