Santuario Santa Maria di Pompei

Storia:

Il Santuario ha intervallato la sua storia tra svariate ricostruzioni, dovute specialmente alla crescita di fedeli e devoti, ma purtroppo anche conseguenza di guerre e terremoti. La Chiesa originaria è datata 1888 ed è stata costruita dai Padri Cappuccini.



Santuario:

Nel ventesimo anniversario della costruzione (1908), la Chiesa subì un violento terremoto che la distrusse, ma con impegno e solerzia i Padri Cappuccini la ricostruirono e terminarono in appena un anno.



Il crescente numero di fedeli, obbligò i Frati ad ampliare la Chiesa, fino alla decisione presa nel 1917 di costruirne una più ampia e posta a monte, dove era possibile vedere lo stretto di Messina e la Calabria. Il progetto del nuovo Santuario era dell’Ingegner Trifiletti, la prima pietra venne posta nell’agosto del 1924 da Monsignor Paino, che inoltre regalò alla nuova struttura una campana di 16 tonnellate per festeggiare la riapertura al culto, avvenuta nel 1933.



Purtroppo, durante la Seconda Guerra Mondiale, precisamente il 7 aprile 1943, i bombardamenti distrussero l’abside e la navata. Dopo il termine del conflitto, l’incredibile forza di volontà dei Cappuccini gli permise di ricostruirla, su progetto dell’Architetto Filippo Rovigo, venne consacrata per la settima volta il 28 aprile 1951.



La facciata esterna ospita il mosaico della Madonna del Rosario di Pompei, mentre all’interno, sull’altare maggiore sono poste delle sculture lignee della Vergine del Rosario col Bambino e dei Santi Domenico e Caterina, ad opera di artigiani Ortisiani.



Lungo le pareti è possibile ammirare i Misteri del Rosario, divisi in 15 tele dipinte da Padre Dionigi di Adrano.

 



Fonti Immagini:

GeroR da commons.wikipedia.org


Non sono ancora state pubblicate delle testimonianze su questo sanuario.

Puoi essere il primo a raccontare le tue esperienze in questo luogo.

Scrivici la tua testimonianza

Dichiaro di aver letto l'informativa sulla Privacy di Vaticano.com e acconsento al trattamento dei miei dati ai sensi della legge 196/03 e successive.


Mappa