Santuario Santa Maria della Spina

Storia:



Il tempio originale, appartenente alla famiglia Gualandi e costruito nel 1230, si chiamava Santa Maria di Pontenovo, a causa del ponte che univa via Sant’Antonio e via Santa Maria. Il nome Spina, deriva dalla conservazione di una spina della “corona” indossata da Gesù alla sua crocifissione, tale reliquia è stata portata a Pisa nel 1333, ma dal 19esimo secolo è custodita nella Chiesa di Santa Chiara.



Santuario:



La Chiesa subì numerosi interventi di restauro, a causa del cedimento del terreno e della vicinanza al fiume Arno. Infatti, nel 1871 iniziarono i lavori di ricostruzione in altro loco, su richiesta del Consiglio Comunale e dell’Accademia delle Belle Arti. L’opera di ricostruzione terminò 4 anni dopo, purtroppo nello smontaggio, i marmi subirono diversi danni. La nuova Chiesa fu rialzata di circa un metro, vennero aggiunti alla struttura alcuni gradini e le poche statue non distrutte, vennero restaurate in maniera grossolana.



Il Santuario è un grande esempio di Gotico Pisano, la pianta rettangolare è adorna di marmi policromi. All’esterno è possibile ammirare assieme a tarsie e rosoni, le copie delle statue di grandi maestri pisani risalenti al 14esimo secolo, per citarne alcuni, sono presenti: Giovanni Pisano, Lupo di Francesco, Andrea Pisano e Giovanni Balducci. Le opere originali sono custodite dal 1996 presso il Museo Nazionale di San Matteo.



La Facciata, ha due ingressi e nel mezzo si trova il tabernacolo contenente la Statua della Madonna col Bambino (1310-1320), l’opera scultorea è stata attribuita a Giovanni Pisano, lo stesso artista è anche lo scultore delle successive statue di due Angeli. Sempre sulla facciata sono posti altri tre tabernacoli che ospitano le statue di Gesù Cristo e un’Annunciazione.



Il lato sud è ricco di decorazioni, infatti, su questo lato sono posti ben 17 tabernacoli, dodici di questi ospitano delle statue degli apostoli, mentre all’interno di un tabernacolo sporgente è posta la statua di Gesù Cristo.



L’interno, contrariamente alla ricchezza dell’esterno della struttura, è abbastanza semplice. Infatti, è compos,to da un vano singolo, il cui soffitto in legno venne decorato durante la ricostruzione avvenuta nel 19esimo secolo. Al centro del modesto presbiterio, è possibile ammirare delle magistrali opere di Scultura gotica, la Madonna della Rosa, su due mensole ai lati, si trovano invece le figure dei Santi Pietro e Giovanni Battista, entrambe le opere sono di Andrea e Nino Pisano. Sempre dei medesimi artisti è la Madonna del Latte, la Chiesa però custodisce solo la copia in gesso, infatti, l’originale fu trasferito durante il secondo dopoguerra presso il Museo Nazionale di San Matteo.



Durante il dominio Mediceo, il Santuario venne arricchito di molte opere, come il coro marmoreo dello scultore fiorentino Andrea Guardi, il tabernacolo cinquecentesco di Stagio Stagi, ove era posta la reliquia della Corona di Spine, ultima, ma non meno importante è la tela raffigurante la Sacra Conversazione di Giovanni Antonio Bazzi, detto il Sodoma, anche questa opera è custodita presso il Museo Nazionale di San Matteo.



 



Fonti Immagini:



Geobia - Stephan M. Hohne - Assianir da commons.wikimedia.org


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