Abbazia di Monte Oliveto Maggiore

Storia:



I Monaci Olivetani, seguaci dell’ordine dei Benedettini, fondarono il monastero nel 1313. Sul Monte omonimo venne costituita da Bernardo Tolomei (1272-1348) una comunità religiosa chiamata Congregazione di Santa Maria di Monte Oliveto. La fondazione fu approvata dal Vescovo di Arezzo Monsignor Guido Tarlati e venne inclusa nella Regola Benedettina. L’anno successivo, si diede inizio alla costruzione del Monastero, che venne completata nel 1526. Successivamente durante il 19esimo secolo venne effettuato un restauro.



Santuario:



Il 18 gennaio 1765, Papa Clemente XIII eresse come abbazia territoriale (abbazia nullius). L’abate generale aveva giurisdizione sulla chiesa e sul Monastero, comprese le persone che vi abitavano, come monaci, oblati e laici.



Fino al 1947, l’Abbazia non disponeva di parrocchie dipendenti, solo nel 20esimo secolo vennero incluse alcune parrocchie rurali da Arezzo e Chiusi-Pienza. La Bolla “Nullus Hominum Ignorat” ad opera di Pio XII permetteva all’Abbazia di godere di uno statuto speciale. La stessa Abbazia è ancora oggi assoggettata alla Santa Sede, e comprende 4 parrocchie all’interno del Comune di Asciano, Santa Maria di Monte Oliveto Maggiore, San Florenzo a Vescona, San Giovanni Battista a Pievina e San Michele Arcangelo.



Molte sono le opere che adornano la Chiesa, tra i più importanti ricordiamo una terracotta dei Della Robbia, gli affreschi del Sodoma (al secolo Antonio Bazzi) e del pittore cortonese Luca Signorelli (pseudonimo di Luca d’Egidio di Ventura).



All’interno della struttura c’è una Biblioteca contenente oltre 40mila documenti tra opuscoli e volumi, purtroppo non si tratta della dotazione originaria, dispersa nel 1809, quando l’Ordine venne soppresso dalle leggi Napoleoniche. Oltre la Biblioteca, all’interno dell’edificio trova luogo una Farmacia.



 



Fonti Immagini:



Acer11-Adrian Micheal-Marco Daniele da commons.wikimedia.org



 


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