Abbazia di Vallombrosa

Storia:



Questa abbazia si trova presso l’omonima località all’interno del comune fiorentino di Reggello e nasce con un clamoroso gesto di dissenso rispetto ai dettami Cattolici dell’epoca.



L’edificio di culto nacque sulla spinta di Giovanni Gualberto (proclamato Santo nel 1193), Monaco fiorentino, erede di una ricca famiglia del capoluogo toscano.



Lo scopo che muoveva l’animo del Monaco era quello di combattere le immorali pratiche della simonia e del Nicolaismo, la prima prevedeva che in cambio di denaro, si potessero acquistare cariche ecclesiastiche. Il Nicolaismo invece era il termine utilizzato durante quegli anni per identificare quei membri del clero che vivevano nel concubinato o nel matrimonio.



Molti furono coloro che condivisero gli intenti di San Giovanni Gualberto, insieme fondarono la Congregazione Vallombrosana.



Il primo edificio, all’interno della quale questa nuova congregazione potesse vivere pregando e lottando contro la mondanità della Chiesa Cattolica era un oratorio costruito interamente in legno. Successivamente (1224-1230), i Monaci si spostarono in un edificio più ampio, poi nel 15esimo secolo, cominciò un’epoca di grandi ristrutturazioni e lavori, a questa ventata di operosità si devono il chiostro grande, la torre, il refettorio e la Sacrestia.



Purtroppo una serie lunga di incendi, costrinse a nuovi lavori, che tra il 17esimo ed il 18esimo secolo conferirono alla Chiesa l’ammirevole aspetto attuale.



 



Struttura:



Appena giunti è impossibile non accorgersi dell’ampiezza del complesso, allo stesso tempo il visitatore si accorge che l’edificio è permeato da un aspetto austero.



La facciata del Monastero è opera dell’architetto e scultore fiorentino Gherardo Silvani, allo stesso scultore si deve anche la facciata della Chiesa. Gli stemmi qui presenti sono quelli dei Medici e di Vallombrosa.



L’interno a croce latina, mostra la bellezza dell’arte barocca relativa all’affresco delle volte, attribuite a Fabbrini, unita alla numerosa presenza di opere dalla “Trinità” di Lorenzo Lippi alla bellissima “Conversione di Saulo” del Dandini.



Nel novembre del 1950 Papa Pio XII (Eugenio Maria Giuseppe Pacelli) ha elevato la struttura alla dignità di Basilica Minore.


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