Basilica di San Francesco

Storia:



Questa basilica dedicata al Patrono d’Italia è una delle più importanti in territorio senese. Costruita nel 13esimo secolo secondo i criteri architettonici romanici, venne ingrandita e modificata nei due secoli successivi, fino ad ottenere la forma gotica attuale.



La prima chiesetta venne eretta da alcuni membri dell’Ordine di Francescani dopo un paio d’anni dalla morte del Santo (1226). Le ultime operazioni di restauro risalgono alla fine del 19esimo secolo, ad opera di tre architetti senesi: Giuseppe Partini, Vittorio Mariani e Gaetano Ceccarelli, che si occuparono rispettivamente dell’interno e della facciata.



Questo luogo è particolarmente famoso a causa del Miracolo delle Sacre Particole (ostie). La storia racconta che il 14 agosto del 1730 venne rubata dalla Basilica, la pisside con 351 ostie consacrate. Dopo tre giorni, le ostie vennerto trovate da un chierichetto nella cassetta delle elemosine presso la Collegiata di Santa Maria in Provenzano, ancora non sono noti i motivi del furto né quelli della restituzione. Visto l’evidente stato di scarsa igiene del contenitore delle ostie si decise che non dovessero essere consumate, il giorno successivo le particole vennero riconsegnate alla basilica attraverso una grande processione.



Gli stessi fedeli chiesero di conservare le ostie per venerarle. Inizialmente vennero inserite all’interno di un corporale, in seguito alla visita del Padre Generale, le particole vennero spostate e sigillate in un nuova pisside. Dopo circa 30 anni il ciborio venne aperto e si scopri che tutte le ostie rimasero intatte, nessuno inizialmente ne fece clamore e tornarono nel tabernacolo.



Questa operazione venne effettuata per ben 12 volte e si è constatato che in oltre 280 anni le ostie non hanno subito alterazioni di alcun tipo, quando generalmente la durata massima si attesta attorno ai 2 anni.



Nel 1914 quando venne riaperta la pisside e i fedeli notarono il perfetto mantenimento delle ostie si parlò di Miracolo. Durante lo stesso anno, vennero effettuati dei test chimici e biologici per verificare la motivazione di questo avvenimento, si scoprì che le ostie erano composte da farina di pane azzimo e che nessun batterio ne aveva inficiato la struttura, contrariamente alla elevata carica batterica riscontrata all’interno delle pisside. La Chiesa cattolica ha attribuito che questo fenomeno derivi dal fatto che sia reale la presenza del corpo di Cristo nelle ostie consacrate, seguendo quanto dettato dal dogma eucaristico.



Oggi ne restano “solo” 200 delle originali 351, non perché siano andate distrutte, ma a causa delle numerose prove effettuate durante gli anni, anche per verificarne gusto e consistenza.



A cento anni di distanza delle prime analisi, sono stati effettuati nuovi controlli, anche esse confermano che “le sacre particole conservate nella Basilica di San Francesco, a Siena, si stanno ancora mantenendo miracolosamente intatte, contro ogni legge naturale”.



Struttura:



La pianta della struttura è a croce egizia (chiamata anche croce tau, a causa della somiglianza alla lettera “t”). Questa tipologia di struttura è ricorrente all’interno degli schemi architettonici cistercensi e di altri Ordini mendicanti, che prediligevano un ampio spazio dedicato alla preghiera e alla meditazione, piuttosto che numerosi arricchimenti estetici che poco avevano a che fare con lo scopo principale del luogo di culto.



Le pareti all’interno seguono l’esempio del Duomo di Siena, difatti sono caratterizzate da fasce di marmo bianche e verdi.



In seguito all’incendio risalente alla metà del 17esimo secolo e al ripristino effettuato nel 19esimo, la basilica è variata notevolmente, oggi sembra quasi priva di ornamenti, anche se la recente ricollocazione di alcuni dipinti barocchi e la presenza di svariate opere d’arte, unite alle splendide vetrate all’interno della struttura rendono la Basilica una piacevole scoperta dal punto di vista storico ed artistico.



 



Fonti Immagini: Gabbg82, LigaDue, Tango7174


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