Santuario Maria Santissima della Vetrana - Castellana Grotte

Storia:



La struttura sorge su uno dei cinque colli del Comune di Castellana Grotte, posta a 317 metri sopra il livello del mare. Inizialmente si trattava di una piccola Chiesa dedicata a Santa Maria Veterana, la cui esistenza era stata già documentata nel 12esimo secolo.



Nel 1691 la Chiesa venne ricostruita ed ampliata come voto alla Santissima Vergine, che aveva liberato il popolo dalla grave pestilenza che aveva colpito i castellanesi l’anno precedente.



Nel 1714 i Frati Alcantarini noti anche come Frati Minori Scalzi, si insediarono all’interno della Chiesa, fino al periodo definito “oscuro”durante il quale la legge napoleonica privava qualunque ordine religioso di tutti i beni in possesso, questo processo si chiama anche “Secolarizzazione dei beni ecclesiastici”.



Una volta terminata la dominazione napoleonica in Italia, il Convento venne risollevato dal Terz’Ordine Francescano (noto ora come Ordine Francescano Secolare). Successivamente si sono affiancati il Gruppo Araldini e la Gioventù Francescana, che assieme alla presenza del popolo castellanese hanno permesso al Santuario e alla Parrocchia di svolgere più che egregiamente la loro funzione.



Con l’arrivo della Prima Guerra Mondiale, sono arrivati anche degli “ospiti” particolari, si trattava di prigionieri ungheresi, la popolazione ha però trattato con cura questi ultimi, tanto che questi ultimi per ringraziare della cortesia, donarono una statua di Santa Elisabetta d’Ungheria, Patrona dell’Ordine Francescano Secolare. Ancora oggi la statua viene custodita e venerata all’interno della Chiesa del Convento.



Nel marzo del 1931, la Chiesa ed il Convento vengono assegnati ai Frati con la formula dell’enfiteusi perpetua. Questi ultimi, si sono inoltre prodigati a rendere maggiormente fruibile la struttura, occupandosi di rivedere coperture, pavimentazione ed impianti elettrici, queste opere hanno permesso di fornire ospitalità per diversi fini, dai gruppi di studio ai ritiri per esercizi spirituali.



Si ringrazia Padre Pio d'Andola per l'invio del materiale fotografico.


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