Abbazia di Fiastra - Tolentino

Era il 1142 quando il duca di Spoleto e marchese della Marca di Ancona, Guarniero II, donò una grande porzione dei suoi territori ai Monaci Cistercensi dell'Abbazia di Chiaravalle di Milano. I monaci scesero da Milano e seguendo il loro famoso motto "Ora et Labora", bonificarono i territori circostanti ed iniziarono a erigere quella che sarebbe diventata l'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.



Il lavoro dei monaci ha saputo dare valore alla struttura, che nei secoli è stata un punto di riferimento per la zona (lo stesso centro abitato Abbadia di Fiastra gli deve il nome), e ancora oggi è una delle abbazie cistercensi meglio conservate del nostro paese. Per tre secoli, fu infatti motore spirituale, sociale ed economico della zona. Saccheggiata nel 1422, passo poi sotto l'affidamento di otto cardinali commendatari. La Compagnia di Gesù ne prese possesso nel 1581, e dopo circa due secoli (nel 1773) passa in mano alla famiglia Bandini, e da questa in seguito viene ceduta alla Fondazione Giustiniani Bandini. Solo nel 1985 i Monaci cistercensi (di nuovo provenienti da Milano) torneranno ad abitare nell'Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, ridando a questo luogo il suo antico splendore.  



L'Abbazia di Fiastra sorge all'interno dell'omonima Riserva Naturale, proprio allo scopo di conservare e proteggere le terre gestite nei secoli dai monaci cistercensi, che riuscirono a mantenere un perfetto equilibrio tra natura e presenza dell'uomo.

Possiamo ancora ammirarne la struttura originaria, frutto della ristrutturazione avvenuta dopo il saccheggio del 1422, che l'ha mantenuta intatta,  con il lato nord del chiostro occupato dalla chiesa abbaziale. Quasi completamente costruita in laterizio, lo stile è quello cistercenze-lombardo-borgognone, a tre navate e con l'altare rivolto ad est. All'interno, esteticamente si presenta austera e vuota, perché il Capitolo generale dell'Ordine cistercense proibiva l'uso di affreschi e decorazioni. I motivi geometrici, floreali ed arabeschi ancora oggi ben conservati furono scolpiti proprio dai monaci. Come tradizione dei cistercensi, la chiesa è dedicata alla Vergine Maria.



Varie parti intorno sono state ristrutturate o cambiate d'uso nel tempo, basta pensare alla vecchia Sala delle Oliere, sul lato nord, oggi sede per la Raccolta Archeologica Abbadia di Fiastra. Oppure il lato sud del chiostro, oggi occupato dal Palazzo Giustiniani Bandini, che la famiglia fece costruire quando gli fu ceduto l'edificio. Altre rimangono identiche, ma non utilizzate, come il passaggio a est del chiostro, che porta alle Grotte del monastero, dove anticamente venivano conservati i viveri.



Ai visitatori occasionali e non viene data la possibilità di partecipare alla vita religiosa, grazie anche alla presenza dei monaci che vi abitano attualmente. Immergersi nell'atmosfera spirituale del posto verrà naturale alla persona in visita, tanto per la struttura stessa, quando per il contorno spettacolare fornito dal parco naturale. Oltre alle aree verdi con camper service o per pic-nic, la struttura offre la possibilità di visite guidate (alla Riserva e all'Abbazia, il Centro Visite, il Museo della Civiltà Contadina, il Museo Archeologico ed il Museo del Vino) e numerosi sentieri natura, percorribili anche in bici o a cavallo. Immancabili, ovviamente anche i vari punti di ristoro, e i punti vendita di prodotti locali.


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