Santuario Nostra Signora Delle Grazie E Santa Maria Goretti - Nettuno

La storia Si narra che nel 1532, al tempo dello scisma da Roma, una statua della Madonna proveniente dall'Inghilterra e diretta in nave a Napoli, fu portata dal mare sulle coste di Nettuno. Le onde trasportarono a riva anche le statue di S. Sebastiano e S. Rocco. Esistono però due versioni del fatto. L'imbarcazione su cui viaggiavano le sculture, a causa di una tempesta, stava rischiando il naufragio. Solo le preghiere dei marinai alla Madonna riuscirono a calmare le acque. Alla fine l'equipaggio si salvò e, per riconoscenza, offrirono ai nettunensi le statue. La seconda versione, invece, racconta che il battello affondò nella tempesta e le sculture in legno furono rinvenute sulla spiaggia. I marinai, impossibilitati a riprendere il viaggio, le lasciarono in dono alla piccola chiesa. La Vergine delle Grazie fu dispensatrice di miracoli in occasione delle varie tragedie che si susseguirono nei secoli, proteggendo la popolazione locale da invasioni e carestie. Nel 1950 viene aggiunto al titolo di Nostra Signora delle Grazie, quello di S. Maria Goretti, una piccola martire uccisa nel 1902 da un ragazzo che voleva abusare di lei. La fanciulla, molto devota, pregava davanti all'immagine sacra per resistere alla cattiveria di un giovane che la voleva a tutti i costi. Il Santuario Demolito e ricostruito nel 1914, il Santuario sorge nello stesso luogo in cui prima era situata la chiesetta dell'Annunziata o di S. Rocco. Su disegno di Aristide Leonori, il tempio venne realizzato con tre navate, rispecchiando così lo stile romanico-gotico. Il Santuario è costituito da tre portali, formati da battenti in rame a sbalzo; il portale centrale, decorato da figure e simboli, racchiude nella lunetta la Madonna con Bambino e Angeli in bronzo. Al suo interno si trova la statua della Madonna delle Grazie, una effigie artistica in legno situata sopra l'altare maggiore. Ai due lati della Vergine sono posti i santi Rocco e Sebastiano. Nella cripta si può notare un altro altare, opera di Arnaldo Brandizzi, che contiene l'urna di Maria Goretti. Il primo monumento in onore della giovane martire, all'interno del Santuario, sorse nel 1904. Alcuni anni dopo, esattamente nel 1929, il corpo vennero riesumato e tumulato nel Tempio. In occasione della Beatificazione, avvenuta nel 1947, i resti furono ricomposti in una statua di cera dallo scultore Volterrani, inseriti in un urna di bronzo e esposti nella nuova cappella a lei dedicata. I vari lavori di restauro effettuati nel corso dei secoli hanno cercato di preservare il Santuario dai danni della salsedine. Il tempio, completato fra il 1960 e il 1970, è la sintesi di stili e periodi storici che partono dal Cinquecento e arrivano sino a oggi.


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