Santuario Madonna di Barbana

Storia:



La tradizione vuole che la nascita del Santuario risalga al 582, quando la città di Grado fu vittima di una incredibile mareggiata, quest’ultima potrebbe aver originato l’attuale laguna. Una volta terminato questo incredibile evento meteorologico, si narra che un’immagine della Madonna (traportata dalle acque) venne ritrovata vicino ad un olmo, nei pressi delle capanne di due eremiti, Barbano e Tarilesso, entrambi di orgini trevigiane. Il patriarca di Grado Elia, fece costruire una prima chiesa per omaggiare la Vergine.



 



Santuario:



Da alcuni carteggi del papa Gregorio III si apprende che Barbana era già un’isola, quindi, la chiesa venne edificata più volte e l’immagine della Vergine (non si sa se statua o icona) andò perduta.



Intorno all’anno mille, i Frati Benedettini subentrarono e gestirono il Santuario per cinque secoli. Si presume che attorno a quel periodo, risale la nascita del pellegrinaggio annuale dalla città di Grado a Barbana, dovuto alla trasmigrazione dei gradesi che scappavano dalla pestilenza che colpì la città nel 1237.



Nel 1450 i Frati Francescani presero proprietà del Santuario in maniera provvisoria, per poi diventare definitiva nel 1619. Nel 1738 i Francescani costruirono una nuova chiesa a tre navate. Quasi 30 anni dopo, la Repubblica di Venezia soppresse il monastero, con conseguente allontanamento dei Frati.



Il Santuario fu affidato prima ai Diocesani di Udine (fino al 1818), poi a quelli di Gorizia, per ritornare nel 1901 ai Frati Francescani, che edificarono un nuovo convento e si occuparono della costruzione dell’attuale Chiesa.



I lavori iniziarono nel 1911 e completati 13 anni dopo a causa della Prima Guerra Mondiale, lo stile del Santuario odierno è quello neoromanico, su progetto dell’architetto goriziano Silvano Barich. La facciata è semplice ed è dotata di lesene in pietra e un rosone.



L’interno, è dotato di 3 navate e di un soffitto a forma di carena di nave, all’interno dell’altare maggiore (1706) si trova una statua quattrocentesca a grandezza naturale della Vergine in trono con il Bambino, Lei tiene nella mano destra una rosa, mentre Gesù sorregge un libro.



Dalla scuola del Tintoretto proviene il quadro, custodito in sagrestia dei gondolieri in pellegrinaggio (1771), è altresì possibile ammirare anche un’opera dedicata alla Vergine col Bambino di autore ignoto e datata 1734.



Alzando lo sguardo, è possibile ammirare i 500 metri quadri di affreschi che adornano la cupola, sono divisi in 4 quadranti e rappresentano: l’incoronazione della Vergine, la processione del perdòn di Barbana, L’apparizione della Vergine sull’olmo e infine una visione del patriarca Elia.



Il campanile che svetta sull’isola è alto quasi 48 metri ed è stato inaugurato nel 1929, le campane attuali invece, sono ricavate dalla fusione del metallo di cannoni tedeschi della Seconda Guerra Mondiale.



A poca distanza dalla chiesa, nel luogo dove la tradizione narra si sia arenata l’immagine della Santissima Vergine, fu edificata nel 1854 la Cappella dell’Apparizione.



Di forma ottagonale e decorata nel 1860 da Rocco Pitacco, ha numerosi dipinti che rappresentano la glorificazione di Maria tra gli Angeli e personaggi sia dell’Antico che del Nuovo Testamento.



 



Fonti Immagini:



F.giusto da commons.wikipedia.org


Non sono ancora state pubblicate delle testimonianze su questo sanuario.

Puoi essere il primo a raccontare le tue esperienze in questo luogo.

Scrivici la tua testimonianza

Dichiaro di aver letto l'informativa sulla Privacy di Vaticano.com e acconsento al trattamento dei miei dati ai sensi della legge 196/03 e successive.


Mappa