Santuario Madonna di Calvigi

Storia:



L’origine del Santuario, risale al 16 secolo, quando il Parroco della Chiesa di San Nicolò Granaglione, don Simone Vivarelli, si riparò da una violenta pioggia sotto un masso che sporgeva dalla montagna, dopo la fine del temporale, il Padre riprese il suo cammino da Granaglione a Boschi. All’improvviso il sasso che lo aveva riparato, si staccò, cadendo in strada, Don Simone grato alla Vergine per aver evitato tale pericolo, ordinò di dipingere su quel masso un’immagine della Madonna col Bambino.



Quell’immagine con il trascorrere degli anni, divenne fonte di devozione per gli abitanti di Granaglione, a tal punto da peregrinare scalzi per chiedere la fine della peste, che colpì la città nel 1630 e fece numerose vittime.



Come voto venne costruito un piccolo oratorio, ad opera di Pietro del fu Martino Martini, dedicato alla Madonna della neve, il masso che ne rappresentava l’effige venne posto verso la fine dell’edificio, fungendo così da parete di fondo.



Nel 1634, nella città di Calvigi iniziarono a diffondersi le notizie di numerose guarigioni miracolose, quest’ultime attirarono una grande quantità di pellegrini dai paesi vicini. La Curia di Bologna, per verificare i fatti, ordinò la chiusura momentanea dell’oratorio. Ben 22 testimoni vennero ascoltati sui fatti, la Curia decise così di riaprire il luogo e di elevare la piccola chiesetta di montagna alla dignità di Santuario, dedicato alla Madonna di Calvigi.



Nel 1635 l’oratorio venne ricostruito e ampliato, una targa posta sul portone d’ingresso sulla Chiesa ne ricorda la data. Nel 1781 altri lavori di ampliamento furono effettuati, il soffitto venne modificato togliendo le capriate in legno innalzato di quattro metri.



Il campanile venne aggiunto nel 1825 e successivamente venne arricchito da un terzo di campane fuse da Serafino Golfieri. L’ultima ristrutturazione risale al 1900, furono apportate importanti modifiche come la costruzione dell’abside per ospitare l’immagine della Madonna. Per questo lavoro tutti i lavoratori, dal capomastro agli abitanti di Granaglione impiegarono i loro sforzi gratuitamente.



L’interno attuale della Chiesa, è a navata singola con due altari posti ai lati, le scale simmetriche che portano all’altare ricordano per struttura del Santuario dedicato alla Madonna di San Luca a Bologna.



Gli interni ampi e baroccheggianti ospitavano una pala raffigurante “Sant’Antonio da Padova fra i Santi Giovanni Battista e Stefano”, oggi sostituito da una tela rappresentante un “Ecce Homo”. Sono anche presenti due lapidi, la prima ricorda i lavori di ampliamento del ‘900, mentre l’altra ricorda l’incoronazione dell’immagine da parte del Cardinal Nasalli Rocca avvenuta nel 1936.



La grande mole di fedeli, ha portato alla costruzione di un romitorio, tutt’oggi presente, dove un laico autorizzato dalle autorità ecclesiastiche, si occupava di gestire la struttura e di compiere delle questue annuali nei paesi vicini. Oggi il romitorio viene utilizzato dalla Parrocchia di Granaglione per svolgere attività pastorali e ospitare gruppi per ritiri spirituali.



La festa solenne del Santuario è quella dell'Assunzione della Beata Vergine Maria che si celebra il 15 agosto.

Nelle domeniche di luglio e agosto la messa è celebrata presso il Santuario alle ore 18:00.


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