“Via Crucis, La Passione di Cristo”: la personale di Fernando Botero al palazzo delle Esposizioni di Roma

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"Il bacio di Giuda" Fernando Botero 2011

Dal 13 febbraio al 1 maggio 2016 il Palazzo delle Esposizioni a Roma ospita la personale di Fernando Botero “Via Crucis, La Passione di Cristo”.

Si tratta di 63 opere, 27 dipinti ad olio e 36 disegni, che ripercorrono gli ultimi giorni di Cristo, uno dei grandi temi dell’iconografia sacra fin dal Rinascimento e che poi cominciò gradualmente a scomparire.
E’ lo stesso artista, che in una recente intervista si è autodefinito agnostico, a spiegare la sua particolare lettura di questo tema religioso: “Una bellissima tradizione iconografica in cui gli artisti mescolavano realtà quotidiana e storia. Mi sono preso la libertà di mescolare certe realtà latinoamericane col tema biblico” “ho provato a prendermi qualche licenza  poetica sorprendente, come i blue jeans o le divise militari o i grattacieli. Spero che i visitatori trovino una nuova bellezza ed una nuova freschezza”
Tutte le opere di questa serie sono state realizzate tra il 2010 e il 2011 e sono state esposte per la prima volta  nella città natale dell’artista colombiano, Medellin, durante la Settimana Santa del 2012 in occasione dei festeggiamenti del suo ottantesimo compleanno; Botero ha poi donato l’intero ciclo al Museo di Antioquia di Medellin che, da quel momento, si occupa del suo viaggio per il mondo.
“Via Crucis, La Passione di Cristo” è infatti una mostra itinerante che ha visto edizioni a New York, Lisbona Panama e, in Italia, a Palermo.
Pittore e scultore, Fernando Botero è  uno degli artisti più famosi al mondo, divenuto celebre per le sue figure floride e opulente, deformate al limite del grottesco;  nella “Via Crucis, La Passione di Cristo”, però, è lo stesso artista a precisare che “non ci sono elementi satirici in questo lavoro che è pervaso di grande rispetto” . Rimane inconfondibile il tratto boteriano e l’uso del colore che carica le tele di una bellezza seducente che trasmette pathos ed emozione . Il tono ironico viene sostituito dal compassionevole per riflettere intorno all’intensità, al dramma e alla crudeltà della Passione di Cristo.
Dopo la serie di Abu Ghraib, dove nel 2005 l’artista aveva raccontato gli orrori del carcere e della tortura perpetrati dagli americani nei confronti dei prigionieri iracheni, ecco dunque un’ulteriore riflessione sul dramma e sulla sofferenza umana.
 
Segnaliamo tra le altre l’opera intitolata  “il Bacio di Giuda”  nella quale appare lo stesso artista che, in proposito, ha aggiunto: “Un’altra tradizione era quella di dipingere il proprio ritratto all’interno dei temi biblici. Masaccio accanto a Gesù nella Cappella Brancacci a Firenze, Pinturicchio negli affreschi di Siena e Michelangelo nel Giudizio Universale alla Cappella Sistina e via dicendo. Ho indossato il miglior vestito della festa per apparire accanto a Cristo. Non poteva essere diversamente”.

L’esposizione è promossa da Roma Capitale-Assessorato alla Cultura e allo Sport e organizzata da Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con il Museo di Antioquia di Medellin e Glocal Project Consulting.

Orari di apertura:
Domenica, martedì, mercoledì e giovedì 10.00 -20.00
venerdì e sabato 10.00-22.30
L’ingresso è consentito fino ad un’ora prima della chiusura.

Maggiori informazioni sul sito:
//www.palazzoesposizioni.it/

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Autore: Redazione