La Madonna della Scala di Massafra è una devozione profondamente radicata nel cuore della comunità e si celebra ogni anno il 20 febbraio, in un intreccio affascinante tra fede, memoria popolare e identità del territorio. È una festa che non vive soltanto nei riti ufficiali, ma anche nel modo in cui le persone la raccontano, la tramandano e la sentono come “cosa propria”, quasi fosse una presenza familiare che accompagna la storia quotidiana del paese. In questo senso, la Madonna della Scala non è semplicemente un titolo mariano: è un richiamo concreto a Maria come Madre che guida, sostiene e “fa salire”, cioè conduce verso Dio con quella delicatezza tipica del Vangelo, che non impone ma invita.
Il nome stesso, “della Scala”, è uno di quegli elementi che incuriosiscono subito e che, letti in chiave cristiana, diventano ricchissimi di significato. La scala, infatti, non è solo un dettaglio folkloristico o un riferimento topografico: nella simbologia biblica è un’immagine potentissima, perché richiama la scala di Giacobbe, quel passaggio misterioso tra cielo e terra in cui l’uomo comprende che Dio non è lontano, ma vicino, presente, pronto a raggiungerlo. Maria, nella spiritualità cristiana, è spesso vista proprio così: come la via umile e concreta attraverso cui Dio si è fatto vicino all’umanità, non con un gesto spettacolare, ma entrando nella storia attraverso un sì pronunciato nel silenzio di una casa. Ed è curioso pensare che una devozione legata a una “scala” diventi, per un’intera città, un modo per ricordare che la fede non è un salto improvviso, ma un cammino fatto di gradini: preghiera, fiducia, conversione, speranza, carità.C’è anche un aspetto molto bello e “umano” di questa festa, che spesso è ciò che la rende viva: la Madonna della Scala viene percepita come una presenza che non appartiene solo alle chiese, ma alle strade, alle famiglie, ai ricordi. È la Madonna invocata nei momenti difficili, quella a cui si affida un figlio, un lavoro, una malattia, una scelta importante. E qui emerge un tratto tipicamente cristiano: Maria non prende mai il posto di Cristo, ma porta a Cristo. La devozione mariana, quando è autentica, funziona come un orientamento del cuore: chi si affida a lei, in realtà si lascia guidare verso il Vangelo, verso la fiducia, verso la pace, verso una fede più semplice e più vera.
Il 20 febbraio non è solo una data sul calendario, è un giorno in cui Massafra si ritrova e, in modo esplicito o magari anche solo “di riflesso”, rinnova un messaggio spirituale essenziale: non si cresce da soli, non ci si salva da soli, e Dio non smette di cercare l’uomo. In un tempo in cui spesso si vive di fretta e si pensa che la religione sia soltanto tradizione, la Madonna della Scala ricorda qualcosa di molto più profondo: che la fede cristiana è una relazione, un affidamento, un cammino. E forse la cosa più curiosa, ma anche più vera, è proprio questa: una scala, nella vita di tutti i giorni, serve per salire dove da soli non si arriva; e così Maria, nel cuore del cristianesimo, non è una scorciatoia magica, ma un aiuto materno che accompagna l’uomo a salire, passo dopo passo, verso la luce di Dio.


