Eremo delle Carceri

Sulla montagna sovrastante Assisi, nella gola anticamente chiamata del Maloloco, si trova uno dei più luoghi più affascinanti dei francescani, l’Eremo delle Carceri , è il luogo in cui san Francesco d'Assisi e i suoi seguaci si ritiravano per pregare e meditare, posto a 4 chilometri da Assisi, a circa 791 metri di altitudine sul versante del monte Subasio. L'eremo delle Carceri sorge nei pressi di alcune grotte naturali, frequentate da eremiti in età paleocristiana.



Fu donato dal Comune di Assisi ai benedettini; questi ultimi lo cedettero poi a san Francesco, affinché si potesse "carcerare" nella meditazione.



Il Santuario conserva la Grotta scelta dal Poverello, come luogo di ritiro spirituale e di preghiera.



Il nome stesso “Carceri” indicava a quel tempo il porsi “al carcerare” diventando sinonimo di spontanea segregazione, di allontanamento dal mondo per permettere a Dio, nel silenzio e nella preghiera, di trovare uno luogo libero nel cuore dell’uomo.



Francesco si avvicinò a questo luogo per la prima volta dopo la prigionia e nel sogno di Spoleto: “portava con sé un amico in posti adatti al raccoglimento dello spirito, rivelandogli di aver scoperto un tesoro grande e prezioso”.



Ai margini della città c’era una grotta, in cui i suoi amici andavano sovente, parlando del “tesoro”.



In questa grotta il Poverello “supplicava devotamente Dio eterno e vero di manifestargli la sua via e di insegnargli a realizzare il suo volere.”



Come nel vangelo di Matteo: Il Regno dei cieli è simile ad un tesoro nascosto in un campo (Mt 13, 44).



Francesco cercava continuamente il regno dei cieli anche dopo la sua conversione.



L’Eremo da quel momento rimase luogo di grazia e di consolazione, ma anche di lotta e di prova e di coraggio, perché lo spirito possa temprarsi aprendosi ad accogliere l’amore di Dio per donarlo nella predicazione della Parola e nella carità.



L’Eremo delle Carceri diventa luogo della “Regola per i frati che vivono negli Eremi” voluta da Francesco realizzandosi ed attuandosi, come poi in molti altri luoghi francescani sia nella forma del romitorio o più semplicemente del convento di “ritiro”, dal quale i frati usavano partire per la predicazione errante.



Nel 1400 fu ristrutturato ed ampliato da san Bernardino da Siena con la costruzione della chiesa di Santa Maria delle Carceri, che ha inglobato una primitiva cappella, già preesistente a san Francesco, e di un piccolo convento, l'eremo è posto in un fitto bosco di lecci secolari.



Oggi il Santuario delle Carceri, è vigilato da cinque Frati Minori per l’accogliere i numerosi pellegrini che salgono a pregare e a visitare il luogo o a celebrare con i loro sacerdoti;



Nelle attività del Santuario i frati sono assistiti dalle suore Clarisse Missionarie del Santissimo Sacramento presenti fin dal 1980 con una fraternità.





 



Santo del Santuario: Maria Vergine



Da vedere: L’Eremo delle Carceri è da sempre luogo di semplicità e di silenzio, di contatto con se stessi e con il Creato, per favorire l’ascolto della parola di Dio, il contatto vivo con Lui, perché ogni uomo e donna possa arrivare a dire, nello stupore dello scoprirsi amati gratuitamente: Ti adoriamo, Signore Gesù Cristo, qui e in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo perché con la tua santa croce hai redento il mondo



(San Francesco, Testamento).



Servizi: Orario di apertura del Santuario Feriali: 6.15-12.40 e 14.30-19.30 Festivi: 6.45-12.50 e 14.30-19.30



Utility: Provenendo dalla strada che risale il monte Subasio, si prosegue per un acciottolato fino ad una volta in muratura, oltrepassata la quale si trova il Chiostrino dei frati, una terrazza triangolare che si affaccia a strapiombo sul fosso delle Carceri. Alle estremità del chiostro vi sono le porte che conducono al refettorio dei frati e alla chiesa di Santa Maria delle Carceri. Al piano superiore del refettorio sono situate le celle dei frati.



Esperienze spirituali: L’Animazione liturgica, è alla base dei vari momenti della giornata offrendo la possibilità ai fedeli di pregare insieme alla comunità religiosa. Nella grotta di san Francesco si trova un foro nel terreno dal quale s’intravede il fondo del burrone. Si racconta che questo fu provocato dal demonio, sommerso nell'abisso quando fu scacciato da Rufino, uno dei compagni di san Francesco.



Festività significative: 4 ottobre san Francesco d’Assisi Patrono d’Italia.



Libro consigliato: Gualtiero Bellucci, Pellegrini sulle orme dei Santi. Ed.Giubileo 2000, Cannara 1999. Pier Maurizio Della Porta, Guida di Assisi: storia e arte. Ed. Minerva, Assisi, 1991



Curiosità: Scendendo una ripida scalinata, dal convento si arriva ad un bosco di faggi e alla grotta di san Francesco. Dal sentiero antistante a questa si dipartono le altre grotte dei primi compagni di Francesco: Leone, Antonio da Stroncone, Bernardo di Quintavalle, Egidio, Silvestro e Andrea da Spello.



Preghiera: Giorni Feriali: ore 6.30 Ufficio delle letture – ore 7.10 Lodi – ore 7.30 Santa Messa – 12.15 Ora media - ore 17.00 Adorazione e vespro.



Giorni Festivi: 0re 7,30 Lodi – ore 8.00 Santa Messa – ore 11,00 Santa Messa – ore 12.15 Ora media – ore 17.00 Adorazione e vespro.


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