Santuario Santa Maria del Prato - Genova

Storia:



Fondata nel 1172 con il nome di Santa Maria di Albaro, fu rinominata in Santa Maria del Prato a causa dell’ubicazione della Chiesa, sita in una vasta area erbosa, da qui il popolo la rinominò. Dal XVIII secolo in poi si sviluppo un popoloso quartiere urbano e del prato che adornava la chiesa, resta ben poco.



Santuario:



Fondato durante il consolato di Sigismondo Muscula, quale Priorato dell’Ordine Mortariense di Santa Croce, nel 1449, quest’ordine si fuse con quello dei Canonici Lateranensi e quindi venne affidata ad ecclesiastici secolari, da quel momento purtroppo iniziò un triste e lungo periodo di decadenza, durato quasi due secoli.



Nel 1730 Monsignor Carlo Maria de Fornari (priore ed Abate di S.M. di Albaro) diede inizio a proprie spese ai lavori di rifacimento su larga scala, includendo delle linee settecentesche alle precedenti e sobrie linee romaniche, viste la dottrina dell’epoca che ripudiava la presenza della nuda pietra da taglio.



Tale lavoro, anche se non eccelso dal punti di vista artistico, permise la buona conservazione delle parti originali.



Con l’Abate Luigi Vincenzo Martini e nel 1846 con l’Abate Francesco Poggi, l’abbazia godette di un periodo di discreta vitalità, ma con la morte di quest’ultimo avvenuta nel 1880, la Chiesa venne chiusa al culto fino al 1888. Nel medesimo anno fu acquistata dalle Suore Clarisse, che vissero nel convento adiacente per quasi quarant’anni, ma fecero un’apertura nel muro laterale destro, ci misero una grata affinchè potessero accedere per assistere alle sacre funzioni dal chiostro.



Nel 1935, le entrate divennero troppo esigue, e abbandonarono la Chiesa, facendo così si ritornò a cessare le celebrazioni.



La Soprintendenza ai monumenti sondò le possibilità di riportare a nuova vita la Chiesa e tutti gli elementi romanici più volte modificati nei secoli. L’Architetto Prof. Carlo Ceschi, diresse un progetto di restauro totale al fine di restituire i fasti di uno dei più importanti monumenti romanici di Genova.



I lavori affidati al Prof. G. Raitano, sotto la direzione del Prof. Ceschi, iniziarono nel 1940, per poi essere sospesi due anni dopo a causa del conflitto che imperversava, i lavori ripresero con regolarità nel 1947 per terminare nel 1950. L’anno seguente venne restaurata anche la torre campanaria.



Nella Chiesa ad oggi non sono presenti opere d’arte, attorno al 1880 il Remondini parla di otto tele a tema religioso di Giuseppe Castiglione e di un “S.Tommaso apostolo” di Rosa Bacigalupo Carrea e un dipinto di Luigia Piaggio dedicato a San Luigi, tra gli altri presenziava un piccolo ritratto della Beata Maria Vittoria De Fornari Strata.



 



Fonte Immagine:



Bbruno wikipedia.it


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