Santuario Madonna dell'Angelo

Storia:



La prima edificazione della chiesa dell’Angelo dipese dalle migrazioni verso le coste degli abitanti di Concordia Saggitaria, per fuggire dalle invasioni dei barbari. Questi avvenimenti fanno sì che il Santuario sia stato il primo edificio religioso nella cittadina di fondazione romana Caorle. All’inizio, il Santuario, era a pianta basilicale a tre navate, mentre nel 17esimo secolo le navate furono ridotte a due.



 



Santuario:



La Chiesa era inizialmente dedicata a San Michele Arcangelo, tutt’oggi è possibile ammirare una stata dell’angelo, con bilancia e spada, mentre è intento a combattere il diavolo, l’opera voluta dal Vescovo Angelo Casarino è stata scolpita da Andrea dell’Aquila nel 1500.



Il nome attuale, lo deve alla tradizione che narra del fatto che alcuni pescatori trovarono la statua della Vergine galleggiare in mezzo al mare, questo simulacro venne ripescato e portato verso la spiaggia più vicina alla Chiesa, da qui il nome “Madonna dell’Angelo”.



Una tradizione popolare narra che la statua era posta sopra un pesante blocco di marmo, presente ancora oggi all’interno della chiesa, i pescatori provarono con tutti loro stessi a spostarli all’interno della chiesa ma invano, allorché il Vescovo decise di affidare il compito ad alcuni fanciulli, vista la loro innocenza, e riuscirono a sollevare la statua e portarla all’interno del Santuario.



Sulla pietra si parla di un evento particolare, infatti durante un’inondazione, l’intera città fu allagata, ma nemmeno una piccola goccia entrò nella Chiesa.



Il tempio antico, ospitava la statua della Vergine in una nicchia situata sopra l’altare maggiore, accompagnata da due angeli lignei atti a reggere il velo. Nella navata centrale trovava posto una croce in marmo, testimoniante la consacrazione della Chiesa avvenuta il 7 gennaio 1523, per mano del Vescovo Daniele De Rossi. Ancora oggi la croce è conservata ed è posta sul muro esterno dietro al Santuario. Nella sola navata laterale, erano appesi dei dipinti di Santa Marta e San Valentino, trovava anche posto un altare in legno dedicato a San Francesco di Assisi. Originariamente priva di porte d’ingresso e chiusa solamente da un cancello, permetteva ai fedeli di osservare sia di giorno che di notte la statua della Beata Vergine.



La torre campanaria è in stile romanico ed è risalente al 13esimo secolo, inizialmente strutturato solo dalla canna quadrangolare, fu arricchito in seguito da una piramide a base ottagonale. Ospitava anche un faro per il porticciolo nelle vicinanze, poi un’esplosione dovuta all’acetilene che alimentava il faro, fece crollare una parte della struttura, fu quindi dismesso fino ai tempi recenti, quando venne ripristinato ad alimentazione elettrica.



Purtroppo essendo esposto alle intemperie, gli interventi di manutenzione divennero troppo frequenti, quindi il Vescovo Francesco Trevisan Suarez, decise di far ricostruire il Santuario, abbattendo l’antica Basilica, divenuta inagibile, al suo posto venne edificata una Chiesa a navata unica, quest’ultima fu consacrata nell’agosto del 1751 e dedicata all’Arcangelo Michele e alla Beata Vergine dell’Angelo.



Fuori dalla balaustra, è posto interrato il sepolcro del Vescovo Francesco Trevisan Suarez, che non solo donò tutto se stesso alla ricostruzione, ma fornì anche diverse opere d’arte, tra le quali la perduta pala che raffigura la Sacra Famiglia.



Verso la fine della seconda Guerra Mondiale il comando tedesco stazionante a Venezia, decise di inondare l’intera zona costiera a nord della laguna, per motivi strategici, per circa una decina di chilometri, distruggendo di fatto l’intera cittadina di Caorle, a nulla valsero le suppliche della comunità e del parroco per far rimuovere lo scellerato ordine. Quindi, la comunità tutta decise di unirsi ai piedi della Chiesa per supplicare l’intervento della Vergine e un paio di giorni dopo l’arciprete comunicò la revoca dell’ordine, da quel giorno ogni 2 gennaio la popolazione si reca al Santuario per sciogliere il voto.



Curiosità: Nel 1923 dei ladri ignoti, nel tentativo di rubare l’oro che adornava la statua, appiccarono un incendio, non si sa se doloso o colposo, purtroppo però la Statua venne lambita dalle fiamme. Gli abitanti di Caorle vittime di questo sfregio, fecero scolpire una nuova statua in legno, rassomigliante quello distrutto, ed è quello visibile ancora oggi nel Santuario.



Fonti Immagini:



Loris Brugnerotto e Tavyreb da commons.wikimedia.org



 


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