Santuario Maria SS. di Costantinopoli - Campomanfoli di Castel San Giorgio

Storia:



Il Santuario deve il suo nome alla venerazione di una tavola in legno di cedro raffigurante la Santissima Vergine con il Bambino. La tradizione narra, che nel 1453 l’icona fu rinvenuta su una spiaggia nelle acque di Salerno, in seguito ad un naufragio di un’imbarcazione mercantile scampata dalla caduta di Costantinopoli in mano ai turchi, avvenuta il 29 maggio dello stesso anno. La stessa tradizione, racconta che un muratore rinvenne la tavola, mentre era intento a procurarsi dell’arena per il suo lavoro, colpì con il badile la tavola e all’improvviso rimase paralizzato, le sue urla fecero accorrere molte persone, che si adoperarono a scavare nella sabbia, finché non spuntò l’icona della Madonna, che venne immediatamente portata nella vicina Chiesa di Sant’Agostino.



Santuari:



Nasce come piccola Cappella nel 1589, la struttura dal 1660 al 1760 venne ampliata e furono aggiunti cinque Altari, che custodiscono la statua di Maria Semprevergine di Costantinopoli, l’Immagine del SS. Rosario, la rappresentazione di Santa Maria dell’Arco, la statua di San Giuseppe e la statua di San Pasquale. Nel 1788, la Chiesa venne completata, come la vediamo ancora oggi, tale data è incisa sopra il portale dell’ingresso principale.



Nel ‘600 venne affidata la venerazione dei Santi, il rito del seppellimento dei defunti e la celebrazione delle messe ai Fratelli della Confraternita di S. Maria di Costantinopoli, tale organizzazione, venne soppressa trent’anni dopo.



Nel 1853, la Chiesa divenne Parrocchia, facendo sopprimere l’antica Parrocchia del Santissimo Salvatore, il primo parroco fu Don Feliciano Coppola di Santa Croce.



Negli anni seguenti, numerosi furono i lavori fatti per l’abbellimento della Chiesa, come l’aggiunta di pitture e decorazioni alla volta nel 1922, degna di nota è l’opera di un ignoto pittore, rappresentante l’incendio della città di Costantinopoli, mentre la Vergine venne elevata dalle fiamme e trasportata da una schiera di Angeli. Altri lavori furono fatti nel 1929 per realizzare l’attuale piazza. Infine, nel 1942 vennero completati i lavori di abbellimento con l’aggiunta del pavimento in pregiato marmo.



Nel 1980 un forte terremoto, causò numerosi danni, per riportare la Chiesa all’originario splendore, vennero fatti numerosi interventi di ristrutturazione e consolidamento, terminati solo nel 2007.



Per festeggiare la Madonna del mare, l’Arcivescovo di Salerno Antonio Salomone, decise che l’evento dovesse avvenire dopo il martedì di Pentecoste, senza distinguere mese o anno. Venne anche “imposto” di consumare solo ed esclusivamente prodotti ittici. La popolazione seguendo i dettami era solita consumare sarde ed alici, inventarono inoltre “la scapece”, pratica di conservazione del baccalà sotto aceto profumato da infusione di foglie di mente e di agli tritati. Il Culto della Madonna si estese anche nel resto della zona, quindi si pensò di donare al visitatore, che dona un’offerta, alcuni etti di baccalà e dei vermicelli (un tempo preparati in casa).



 



Si ringrazia per la gentile concessione delle immagini Don Antonio Pagano.


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