Santuario di San Michele di Mezzo

Storia:



Il luogo originale del culto dell’Arcangelo Michele era una piccola Cappella di origine bizantina all’interno di una grotta. Questa cavità fungeva inizialmente da ostello per i pellegrini, le testimonianze del loro passaggio sono delle pitture rupestri abbastanza grossolane, in seguito per mantenerne la memoria dei secoli sono state incorniciate come dei dipinti o “quadrilli” come vengono definite anche oggi.

Invece, l’attuale struttura del Santuario risale al 17esimo secolo.



Santuario:



La grotta di San Michele, è il più antico luogo di culto dedicato all’Arcangelo Guerriero della zona, qui trova posto un’icona della Madonna Odigitria (Colei che conduce), questa opera, conferma le chiare origini bizantine sia del sito, che dei monaci che praticavano i primi culti della zona, questi ultimi sfuggiti dalla Sicilia, vittima delle invasioni Arabe. La certezza della presenza di questi luoghi, è dovuta alla visita di Papa Gregorio VII durante il suo esilio a Salerno nell’anno 1000.



Molti secoli dopo, tra la fine del’700 e gli inizi dell’800, iniziarono i lavori di costruzione della struttura, nel 1843 vennero ultimati i lavori, come testimonia l’iscrizione sul sagrato.



La Chiesa venne intitolata a Sant’Angelo in Panicola, questo nome deriva dal fatto che la zona fosse precedentemente coltivata a miglio (il nome latino della specie vegetale è panicum miliaceum), contrariamente ad oggi, il miglio era utilizzato prevalentemente per l’alimentazione umana.



La grotta che ospita il culto Michelita, divenne S. Michele di Basso, ciò è dovuto alla fusione dell’Angelo del Panìco di origine Longobarda con l’Arcangelo Michele.



La rampa di scale tortile porta alla Chiesa, chiamata San Michele di Mezzo, per distinguerla dal Santuario di San Michele di Cima, posto a 1567 metri e formato da una Cappella di origini antiche, accompagnata nel 1950 ad una Chiesa più grande.



Questi tre siti (Grotta San Michele di Basso – Chiesa San Michele di Mezzo – Chiesa San Michele di Cima), indicano il percorso che parte dagli Inferi (grotta), attraversa il Purgatorio (S. Michele di Mezzo) fino ad arrivare al Paradiso e alla purificazione completa dello spirito (S. Michele di Cima).



Dopo un lungo periodo di declino e abbandono della struttura, nel 2011 il Santuario ha riaperto al pubblico e al culto dopo un lungo lavoro di restauro.



L’antico sentiero che porta al Santuario è corredato dalle 12 edicole della Via Crucis, la tradizione vuole che durante il lunedì in Albis e il 29 settembre (giorno della processione del Santo) si percorra l’ascesa al Santuario.



 


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