Basilica della Santissima Annunziata

Questa Basilica è il principale Santuario Mariano della città di Firenze ed è inoltre la Casa Madre dell’Ordine dei Servi di Maria (chiamati anche serviti).



In quei luoghi nel lontano 1081 si trovava un oratorio costruito all’epoca dalla Grancontessa toscana Matilde di Canossa, in virtù di un ex-voto fatto alla Santissima Vergine per aver posto fine all’assedio di Enrico IV.



Un paio di secoli dopo (1233) 7 uomini devoti alla Madonna, decisero di chiedere l’utilizzo dell’oratorio ormai abbandonato al Vescovo Ardengo Trotti. Gli uomini nel frattempo fondarono l’Ordine dei Servi di Maria.



Verso il 1250, la Compagnia pose la prima pietra al fine di costruire una Basilica di maggiori dimensioni. La prima Chiesa, dotata di Convento, venne chiamata Santa Maria dei Servi di Cafaggio, nomenclatura derivata dal nome dell’ordine religioso e del luogo di edificazione.



Un primo documento dal quale è possibile conoscere la presenza di questa Chiesa risale al 17 marzo 1250, quando il Vescovo di Siena Bonfiglio, concesse ai Frati il permesso di edificare la Chiesa.



Nel 1252, si verificò un evento a dir poco, miracoloso, infatti si racconta che i Frati vollero far dipingere un affresco dedicato alla Santissima Vergine Maria ad un pittore di nome Bartolomeo, che preparò in maniera impeccabile tutta la scena, ma quest’ultimo aveva problemi a dipingere il viso della Madonna. Lo scoramento afflisse il pittore, ma un giorno, fu colto da un’improvvisa sonnolenza, quando si risvegliò, il volto risultava dipinto (i Frati e la popolazione stessa dichiararono che fu merito di una mano angelica). Questo miracoloso evento, portò numerosi devoti fiorentini presso la Basilica.



Nel 1255, il Comune di Firenze fece preparare una strada che dalla Porta di Balla giungesse alla Chiesa, questa strada corrisponde all’odierna Via dei Servi.



Verso la fine del 13esimo secolo, venne rifatto il pavimento e vennero effettuate altre modifiche dai Maestri Datuccio dal Palagio, Guglielmo di Calabria ed il pittore Calandrino. Durante la prima metà del secolo successivo vennero costruite ben 8 Cappelle e numerosi altari. All’interno del medesimo periodo Neri e Giovanni di Fioravante, si sono occupati di ampliare la Chiesa.



Nell’ottobre del 1444, venne posta la prima pietra della tribuna. I lavori vennero affidati a Michelozzo di Bartolomeo, celebre scultore e architetto fiorentino, che si occupò inoltre della Sagrestia, della Cappella della Madonna e di altri lavori.



Tra il 1453 ed il 1460 tali opere continuarono sotto la direzione dell’architetto Antonio di Tuccio Manetti. Circa 20 anni dopo terminarono i lavori alla navata centrale.



Durante il 16esimo secolo, ci fu un rallentamento dei lavori, nonostante ciò vennero completati gli affreschi del Chiostrino dei Voti, questi ultimi ritocchi vennero fatti in fretta e furia prima dell’arrivo di Papa Leone X a Firenze. Durante quell’occasione venne anche collocato lo stemma mediceo sulla piazza.



Il 17 gennaio 1516, la Chiesa venne consacrata dal Cardinale Antonio del Monte, legato di Papa Leone X.



Verso la fine del 16esimo secolo la nobile Famiglia Pucci finanziò i lavori per il portico esterno, per il loro prezioso contributo venne inserito lo stemma della famiglia (una testa di moro) sia nel pavimento, sia ai lati del portico.



Tra il 1783 ed il 1795, la Basilica venne ripavimentata, ma durante i lavori, molte lapidi di nobili andarono disperse. Nel 1806 Papa Pio VII elevò la struttura alla dignità di Basilica minore. Durante la prima metà del 19esimo secolo venne effettuato un ultimo restauro in pompa magna, i lavori vennero affidati a Giuseppe Poggi, architetto e ingegnere fiorentino.



La Basilica al suo interno è una fantastica unione di arte proveniente da ogni epoca, al suo interno potrete tranquillamente vivere tutte le fasi storiche che hanno attraversato il Bel Paese.



 



Curiosità:



Per donare l’olio alle lampade della Cappella dell’Annunciazione, veniva effettuata una cerimonia a dir poco particolare. Durante la mattina della Domenica in Albis, l’olio veniva consegnato da un somarello che portava in groppa anche un bimbo di tre o quattro anni vestito da Angelo. La gente, ammirata da tale cerimonia, seppur semplice, la definì “dell’Angiolino”.



 



Fonti Immagini:



Max_Ryazanov, Sailko da commons.wikimedia.org


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