Santuario Madonna di Porto

Ordine del Santuario: Clero Diocesano e “Suore Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo”

Storia: Le origini della Basilica della Madonna di Porto si identificano con la storia di un giovane errabondo, Pietro Gatto, figlio della società del XVIII secolo. Siamo nel 1751. I boschi della zona erano il suo rifugio. La sua era una vita di emarginato, costretto a nascondersi per non cadere nelle mani della giustizia.  Nella notte, in sogno, una celeste visione gli cambia la vita. È la Madre di Dio  che gli indica il luogo dove innalzare un nuovo altare della fede e attirare folle di pellegrini nel cammino verso il pentimento e la conversione. “È mia volontà che tu eriga una cappelluccia a Porto”. Le parole della Bella Signora e l’apparizione in sogno turbarono l’animo del giovane che decise di eseguire quanto richiesto dalla Vergine : costruì la “cona”, autorizzato dal vescovo di Catanzaro, in maniera alquanto rozza e maldestra (che nessuno riuscì mai più ad aggiustare), vi fece dipingere l’immagine della Madonna di Costantinopoli  e decise di passare la sua vita seguendo la morale cristiana. Si fece chiamare Fra Costantino e stabilì la sua dimora nel “romitaggio” che sorge nei pressi della “Cona”.
Di lì a poco i fedeli di Gimigliano avrebbero costruito il santuario come riferisce il Lamannis “chi somministrando legname, chi calce, chi fatica, chi denaro per cui nel breve spazio di tre anni giunse a compirsi la Chiesetta”.
Pietro Gatto in quella visione la Madonna che già si venerava nella chiesa matrice di Gimigliano. Culto che risaliva al 1626 e si collegava direttamente al titolo mariano “di Costantinopoli”, ossia a quel movimento devozionale istituito nella capitale dell’Impero Romano d’Oriente nel 430 d.C. Il fenomeno dell’Iconoclastia trasferì prevalentemente nell’Italia Meridionale la venerazione verso le immagini raffiguranti la Vergine “Thetokos” (Madre di Dio) con il Bambino sulle braccia, derivate direttamente dalla teologia delle icone stabilite dal Concilio di Efeso.

La devozione dei gimiglianesi discende da Napoli, protetta dalla Madonna di Costantinopoli nel 1528 dalla peste. Analoghe circostanze e calamità naturali verificatesi in Calabria nel 1626, suggerirono al popolo di Gimigliano di proclamare la Vergine di Costantinopoli protettrice del paese. Per l’esecuzione del lavoro di ritrarre la Madonna, fu incaricato un pittore della vicina Gagliano (CZ), soprannominato Marcangione che, secondo la tradizione, abbozzò il disegno, ritrovandolo completato miracolosamente.

L’immagine fa così parte della tipologia delle “Achèropita”, cioè “non fatte da mano d’uomo”. Rappresenta la Madonna che tiene sul braccio destro il Bambino nell’atto di allattare dal seno della Madre. Due angeli con una mano sostengono una cortina, mentre con l’altra sorreggono la corona posta sul capo della Vergine. Sul manto azzurro è dipinta una stella ad otto raggi.

Santo del Santuario:  Icona di Maria SS. di Costantinopoli, affresco parietale del XVIII secolo.

Da vedere:
Antico Santuario del 1751
-“Cona” di Pietro Gatto nella quale è affrescata un’immagine della Madonna di Costantinopoli
-“I Quattro Evangelisti” e l’Annunciazione, dipinti settecenteschi della “volta”
- Artistico coro ligneo che adorna la zona retrostante della “Cona”

L’originaria ed elegante chiesetta che custodisce l’edicola di Pietro Gatto rappresenta il “cuore del Santuario” ed è la meta privilegiata del pellegrino. Una suggestiva spiritualità emana da quella sghemba e rozza costruzione opera di mani inesperte. Essa poggia saldamente sul “promontorio di pietra” indicato dalla Madonna a Pietro Gatto, lasciando immaginare al visitatore lo scenario che si presentava all’epoca della rivelazione.
Nella volta sono affrescati, in superbo stile ottocentesco, i quattro evangelisti, mentre le decorazioni rispecchiano un’inconfondibile eleganza propria del tempo.

Nuovo Santuario del 1975
-La grandiosa riproduzione in mosaico veneziano dell’immagine della Madonna e dei “Quattro Evangelisti”
-Il Presbiterio, decorato da artistici marmi come il giallo di Siena, l’Alicante di Spagna, l’onice dorato, il marmolit tedesco.
-La mensa eucaristica in marmo sostenuta da quattro angeli di bronzo
-Le vetrate istoriate della cupola simboleggianti la vita della Madonna
-Le vetrate istoriate delle navate laterali rappresentanti alcune icone della litanie lauretane
-L’artistica statua policroma di San Giuseppe. Molto venerata dai fedeli, l’immagine rappresenta lo sposo della Vergine che tiene per mano il Bambino Gesù La statua è attribuita a Giacomo Colombo (Este di Padova, 1663 – Napoli 1731).


Servizi: La Basilica offre anzitutto la possibilità di incontrarsi con il Signore nella pace della natura. Vuole pertanto essere anche “un’oasi” di silenzio, di preghiera, di incontro, dove attingere alle sorgenti della Parola e della Comunione. La direzione mette a disposizione parte della propria struttura per l’accoglienza di gruppi, associazioni e movimenti ecclesiali, che desiderano vivere incontri di spiritualità, ritiri o convivenze.  Viene offerta altresì a gruppi organizzati la possibilità di realizzare giornate di spiritualità e preghiera, incontri di studio, formazione e orientamento, campi scuola. La Basilica attualmente dispone di 25 posti letto in camere con “letti a castello” dotate di servizi; Sala riunioni; sala attrezzata per pranzi al sacco 50 posti; sala ristoro con servizio catering; ampi parcheggi e accesso per portatori di handicap; spazi esterni per soste sui prati e passeggiate ed escursioni.

Esperienze spirituali:
Il messaggio che la Madonna di Porto affida ai suoi pellegrini è:

  1. La conversione come cambiamento di mentalità e comportamenti di vita.

  2. La preghiera per il dialogo ecumenico fra i cristiani in genere e soprattutto fra i cattolici e gli ortodossi dato che la Madonna di Costantinopoli ci ricongiunge con l’Oriente cristiano, ma separato dalla Sede Apostolica di Roma.

  3. L’impegno di radicare la propria fede nella Parola di Dio, dal momento che nel nostro santuario si favorisce l’apostolato biblico.

  4. Il rispetto della creazione, primo grande santuario di Dio, non costruito da mani d’uomo.


Festività significative:
25 aprile Pellegrinaggio Diocesano
1° maggio Anniversario dell’elevazione del santuario a Basilica
Martedì dopo Pentecoste: Festa della Madonna di Porto
Terza domenica di ottobre: Memoria dell’origine del Santuario

Libro consigliato:  

Mario Arcuri, Storia e culto del Santuario Mariano di Porto tra Oriente ed Occidente, Edizioni La Rondine, Catanzaro 2006.
Giuseppe Pullano, La Madre dei Miracoli, Edizioni Abramo, Catanzaro 1944

Curiosità:

Il Santuario della Madonna di Porto è diventato uno dei centri più famosi della spiritualità mariana in Calabria.
Un legame storico e devozionale unisce in particolare la città di Catanzaro riconosciuta dall’Amministrazione Provinciale “Patrona” di tutto il territorio.
Numerose sono infatti le vicende storiche che legano il titolo della Madonna di Porto alla città capoluogo di regione.
Primi fra tutti gli eventi legati alla dominazione dei francesi di Napoleone del 1807: l’immagine della Madonna fu infatti trafugata durante il saccheggio di Gimigliano e successivamente restituita al culto da parte delle stese truppe napoleoniche.  Scrive lo storico Lamannis che “non si vide mai a Catanzaro processione più sontuosa e numerosa di questa”. da quel momento la città di Catanzaro entrò a pieno titolo nella storia della Madonna di Porto. Interi quartieri si consacrarono alla Vergine di Costantinopoli: ciò è testimoniato dalla straordinaria mobilitazione a cui tutt’oggi si assiste nella notte del lunedì di Pentecoste.  Si possono notare inoltre le tante piccole cappellucce e cone sorte nei rioni di S. Elia, Pontepiccolo, Pontegrande, Fondachello, Santa Maria, tutte riproducenti l’immagine della Madonna di Porto,  spesso a fianco al protettore della città  San Vitaliano.
La “Peregrinatio Marie” del 1948 e del 1949 venne svolta con la visita del Quadro alla città di Catanzaro e il pellegrinaggio dell’Immagine attraverso il territorio provinciale, passando per 47 paesi che ad Ella si consacrarono.
Infine l’omaggio del Pontefice Giovanni Paolo II che incoronò l’immagine nello stadio di Catanzaro in occasione della storica visita in Calabria dell’ottobre 1984. Giovanni Paolo II, raccogliendo l’invito della Chiesa Diocesana, formulata da Monsignor Antonio Cantisani, incoronò il Quadro e affidò i suoi voti personali “al cuore materno di Maria, mentre mi accingo ad incoronare la sua venerata immagine sotto il titolo di Madonna di Porto, in questo primo sabato del mese di ottobre, dedicato alla preghiera del Rosario”.
Nel 2013, su proposta dell’Arcivescovo mons. Vincenzo Bertolone, Papa Francesco ha elevato il santuario a dignità di Basilica Minore.

Orari Messa e ufficio:
La Basilica è aperta tutto l’anno dalle 7.30 alle 19.30.

Orario SS Messe
Festivi
: ore 11.00-17.30 (16.30 in inverno)
Martedì: ore 9.00-17.30 (16.30 in inverno)
Sabato: ore 17.30 (16.30 in inverno)

Adorazione Eucaristica: il martedì pomeriggio

18/05/2018, Simona

Luogo di pace, preghiera, Adorazione e conversione. Basta guardare quel quadro e La Madonna ci parla nel silenzio.
E nel silenzio esaudisce e intercede presso il Figlio che tiene nelle braccia.
Chiedete e vi sarà dato!
Con umiltà e obbedienza di figli.

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