Santuario Beata Vergine della Porta

La Storia
La sua origine il suo nome risalgono al 7 febbraio 1693 quando un tale Gian Battista Zagni, cieco e infermo per una grave caduta, recuperò la vista e la salute subito dopo aver acceso una candela dinanzi a una sbiadita immagine della Vergine dipinta sulla Porta a mezzogiorno della città. Entro la fine di quell'anno furono registrati ben 262 miracoli della Madonna detta ormai "della Porta". Si pensò quindi di erigere un tempio alla Regina del Cielo, che sorse in pochi anni, con il generoso contributo della popolazione e dei duchi Gonzaga, su progetto di Prospero Mattioli di Reggio Emilia. La Chiesa fu aperta nel 1703 e consacrata nel 1709 da Mosignor Maurzio Baistrocchi. Il completamento si protrasse per quasi tutto il Settecento. I Frati Minori della provincia di Bologna sono i custodi del Santuario dal 1929.

Il Santuario
La Chiesa è architettonicamente caratterizzata da un impianto spaziale ancora cinquecentesco, con una decorazione interna di stucchi tipicamente barocca. Ha pianta a croce latina, a tra navate, con le due laterali basse fino al transetto e quella centrale che, più alta, prosegue in un profondo coro. I paliotti d'altare sono in scagliola policroma carpigiana. Il dipinto della Beata Vergine della Porta è opera di Damiano Padovani, pittore del primo Seicento dotato più di devozione che di talento artistico. Il quadro rappresenta la Vergine con il Bambino tra S. Francesco d'Assisi, Patrono della città e diocesi, e S. Carlo Borromeo. La venerata immagine fu trasportata al Santuario nel 1703. Nel maggio del 1909, per mandato del Sommo Pontefice S. Pio X, l'immagine fu solennemente incoronata dal cardinal Pietro Respighi, già vescovo di Guastalla.

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