Santuario Madonna del Rosario - Fontanellato

Storia:



La Chiesa, costruita nel 1514 da Frati Domenicani, grazie ai terreni donati della Contessa Veronica da Correggio e al trecentesco oratorio di San Giuseppe elargito dai Marchesi Galeotti di Soragna. La pianta del Santuario è a croce latina, con navata singola e possiede quattro cappelle per lato, di limitata grandezza sono il transetto e il coro.



Santuario:



Durante gli scontri tra le truppe francesi e quelle imperiali, la Chiesa fu vittima di saccheggi e assalti, facendo sì che i Frati dovessero abbandonarla e rifugiarsi in un castello nelle vicinanze. Nel 1531, la pace instaurata permise ai Domenicani di rientrare nel Convento e di avviare i lavori di restauro.



I conti Sanvitale nell’anno 1543, dovettero abbattere la struttura, per ricavarne i materiali necessari alla costruzione delle mura del borgo, affinché potessero proteggersi dagli assalti delle truppe milanesi. Nell’anno 1550 i Frati si trasferirono all’interno del monastero Benedettino di Priorato, ma restarono lì per poco tempo, infatti nel 1552 rientrarono in possesso del monastero e lo ricostruirono daccapo.



Verso la fine del secolo, venne istituita la Confraternita della Madonna del Rosario, con cappella dedicata e arricchita nel 1615 da una raffigurazione della Vergine in abiti nobili, lo scultore è ignoto.



Dopo 13 anni, ci fu il primo miracolo, approvato dalla Diocesi di Parma, infatti, l’epidemia di peste (1630), colpì solo in parte la cittadinanza, questo particolare evento fece accrescere nella popolazione la fede per la Madonna del Rosario. La statua venne spostata nella Chiesa parmigiana di San Pietro Martire a causa della guerra tra i ducati di Parma e Piacenza e le truppe spagnole, il simulacro della Vergine vi rimase fino al 1637.



La devozione popolare, aumentata dai successivi miracoli attribuiti alla Madonna del Rosario, portò i Domenicani a iniziare la costruzione di una nuova Chiesa nell’anno 1641, affinché il crescente numero di fedeli possa essere ospitato degnamente. I finanziamenti che permisero questa opera arrivarono in gran parte dalla Famiglia Sanvitale, finalmente nell’agosto del 1660, la Chiesa venne consacrata dal Vescovo di Fidenza Monsignor Alessandro Pallavicino e venne aperta al culto. Nel 1672 i Domenicani si occuparono anche dell’edificazione del Convento, completata nel 1700.



Nel 1769 i Frati Domenicani vennero allontanati per decreto del Primo Ministro Ducale Guillaume de Tillot, solo 6 anni dopo il Duca Ferdinando di Borbone affidò nuovamente il Santuario alle cure dell’ordine dei Domenicani, ma 30 anni dopo (1805) vennero allontanati nuovamente a causa della soppressione degli ordini religiosi da parte di Napoleone. Il Conte Stefano Sanvitale, ottenne dall’Imperatore Francese il permesso di trasformare il Santuario in una scuola femminile e il Convento in un istituto maschile.



La travagliata storia degli occupanti continua nel 1816, quando la duchessa Maria Luigia, diede la possibilità di occupare l’ex Convento dei Frati Domenicani alle Monache di Clausura Domenicane, quest’ultimi si adoperarono alla costruzione di un ospizio di fronte alla facciata della Chiesa, completandola nel 1822. Il Santuario invece fu restaurato nei due anni che intercorrono tra il 1858 e il 1860. Sei anni dopo le Monache di Clausura ed i Frati Domenicani furono nuovamente vittime di un decreto che sanciva la soppressione degli ordini religiosi, quindi l’ospizio dei Frati e il convento delle Monache, divennero proprietà del Comune di Fontanellato, mentre il resto delle proprietà fu inglobato dal Demanio.



Dieci anni dopo (1876), i Domenicani riacquistarono la struttura e vi rientrarono dopo la consacrazione da parte del Vescovo di Parma Monsignor Domenico Maria Villa, avvenuta il 13 maggio del 1877.



Papa Pio X nel 1903 ne elevò la dignità a Basilica Minore, nei 10-17 anni successivi, venne riedificata la facciata, ora in stile neobarocco e il corpo versante sul lato meridionale, il progetto fu dell’architetto Lamberto Cusani. Davanti alla Chiesa, venne sistemata un’opera bronzea dello scultore Amedeo Cataldi raffigurante il beato Cardinale Andrea Carlo Ferrari.



Nel 1940 venne completata la costruzione di un orfanotrofio vicino al convento, ma fu subito requisito durante la Seconda Guerra Mondiale ed adibito, prima a prigione e poi come scuola per allievi ufficiali repubblichini, successivamente la struttura venne bombardata, e venne ricostruita nel 1948, nello stesso anno fu aperta agli orfani. Nel 1982 venne chiusa a causa di alcune leggi regionali.



Durante gli anni ’70 al posto delle rovine del convento ottocentesco venne realizzato un ampio piazzale dinnanzi al Santuario. Nell’anno 1978 venne costruito il chiostro del nuovo Convento dei Padri Domenicani e nel 1996 i locali precedentemente adibiti ad orfanotrofio vennero rinnovati e fu aperta la Casa del Pellegrino. L’anno dopo, gli Interni della Chiesa vennero sottoposti ad un completo restauro.



 



Fonti Immagini:



Basilicofresco e MarcusVetus da commons.wikimedia,org


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