Santuario Madonna di Tirano

La Storia

Il Santuario ha origine da un'Apparizione della Madonna. Domenica 29 settembre 1504 la Madonna appare a un abitante del luogo, Mario Omodei, esprimendo la volontà che in quel luogo fosse costruito un tempio in suo onore. Come compenso la Vergine promette a Mario la guarigione del fratello, in agonia a causa della peste, e l'arrestarsi dello stesso flagello che mieteva vittime tra uomini e bestiame. Nel 1505 viene posta la prima pietra del Santuario, ultimato nel 1513. Il 14 maggio 1528 il Santuario viene consacrato dal Vescovo di Como Cesare Tivulzio. Nel 1927 Pio XI lo dichiara Basilica minore e lo affida ai Servi di Maria che dal 1957 vengono sostituiti dai Guanelliani.

Il Santuario

Il Santuario è a tre navate, a croce latina, in stile rinascimentale, con due campate e una cupola, opera dei fratelli Rodari di Como, ottimi decoratori e buoni statuari. La facciata del Santuario, particolarmente caratteristica, unica in Valtellina, fu costruita nel 1676: ha un grande sopralzo, chiuso da un frontone semicircolare. Il portale maggiore è un'opera d'arte di prim'ordine, tutta in marmo bianco del luogo. Realizzato da Alessandro della Scala (1530), è adorno di sculture e impreziosito da serramenti finemente intaglaiti dall'austriaco Arnold Dieffolt (1602). Nei fianchi, latri portali scolpiti del 1500. L'interno del Santuario è coperto da volte e stucchi iniziati nel 1590 da Pompeo Bianchi e Domenico Fontana e si presenta come opera pregevole per la ricchezza di particolari architettonici, statue, tele e opere di intarsio. L'altare maggiore è di marmo nero di Varenna (1748), intarsiati con altri marmi policromi. Nel presbiterio e nell'abside si trovano cinque tele di Giovan Battista Recchi, dipinte tra il 1634 e il 1637: l'Incoronazione della Vergine, l'Annunciazione, la Presentazione al Tempio e l'Assunzione.Di notevole valore l'organo (1617) sorretto da colonne di marmo rosso e abbonadantemente ornato di decorazioni e composizioni. All'interno del Santuario si trova la cappella dell'Apparizione, chiusa da una grandiosa cancellata: qui spiccano, sopra l'altare marmoreo, il gruppo ligneo policromo formato dalla Vergine, da Gesù e dagli angioletti e, nello scurolo dietro l'altare, proprio dove posarono i piedi di Maria, il gruppo raffigurante l'Apparizione, opera di Giovan Angelo Maino di Pavia (1519-1524). L'altare dell'Apparizione (1801-02) è opera di G. Longhi: è ricco di preziosi marmi scolpiti in stiel impero, con artistici bassorilievi. Nella parte absiale si eelva l'alto campanile a trifore del 1576-78. La cupola (1580-84) di Pompeo Bianchi è sormontata da una statua girevole che raffigura S.Micjhele Arcangelo, di Francesco Guicciardi.

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