Basilica Santuario della Consolata

Ordine del Santuario: Clero Diocesano

Storia: Il Santuario della Madre di Dio Consolata nasce come chiesa romanica, addossata alle mura della città, ai confini del Quadrilatero romano, dedicata a Sant’Andrea prima del mille. Viene affidata dai Savoia ai monaci Benedettini, fuggiti dall’Abbazia di Novalesa (Nova-Lux) di Susa. I monaci fanno costruire la torre romanica, poi usata come campanile, unica struttura del XIII secolo a Torino rimasta completamente intatta. Prosegue come complesso monastico fino al XVI secolo. I devoti credenti spingono il cambio di nome da chiesa di sant’Andrea a Santuario della Consolata e Consolatrice. Nella seconda metà del XVI secolo il Vescovo chiama i Cistercensi al posto dei pochi rimasti Benedettini, i quali costruiscono il chiostro, il refettorio attuale, il convento che ora è Convitto Ecclesiastico. La Madama reale invia l’architetto di corte, Guarino Guarini, il quale trasforma la chiesa romanica in un ovale accanto ad un esagono. Dopo l’eroica vittoria nell’assedio di Torino del 1706, la Consolata viene proclamata ufficialmente “Singolar Protettrice e Patrona della Città” (1714) e l’architetto Filippo Juvarra costruire l’altare a lei dedicato, così come lo vediamo oggi, per far posto all’immagine portata da Roma dal card. Della Rovere, copia della icona di Santa Maria del Popolo, nei tempi in cui egli costruiva il Duomo di Torino.

Le vicende napoleoniche vedono la fine del monachesimo cistercense. Si avvicendano Oblati e altri Ordini, fino alla presa in carico da parte del Clero diocesano. La Consolata diventerà in seguito Convitto Ecclesiastico, con l’impronta di san Giuseppe Cafasso, le cui spoglie riposano in Santuario. Perla del clero italiano, formatori dei santi sociali (tra cui anche di don Bosco), aiuto dei poveri, consigliere della nobiltà e conforto dei condannati a morte, san Cafasso è il prete della misericordia per eccellenza.

Un suo nipote, rettore del Santuario per 40 anni, il beato Giuseppe Allamano, contribuisce agli ultimi lavori del Santuario ad inizio Novecento (4 cappelle laterali intorno all’esagono centrale e la facciata neoclassica attuale), alla fondazione della Rivista del Santuario, alla fondazione dei Missionari e delle Missionarie della Consolata, che porteranno in tutto il mondo il nome della Madre di Dio Consolata.



Santo del Santuario: Icona mariana della Madre di Dio Consolata e spoglie mortali di San Giuseppe Cafasso.

Da vedere: La statua argentea processionale della Consolata, la cripta delle Grazie, le sacrestie con il ciclo pittorico di san Bernardo, la statua delle Due Regine, madre e moglie di Vittorio Emanuele II, che venivano qui regolarmente a pregare.

Servizi: Possibilità di prenotare il pellegrinaggio al Santuario, richiesta di sante messe per i defunti, percorsi spirituali, visite guidate alla torre romanica.

Esperienze spirituali: Il Santuario è un luogo di preghiera, aperto dal mattino alla sera, senza interruzione. Ci si può raccogliere in preghiera, si può trovare un prete per la Riconciliazione (Confessione) e partecipare a una della tante Messe quotidiane.

Festività significative: 20 Giugno  Festa liturgica e processione cittadina (Solstizio d’estate: Gesù è la vera luce e la Madre di Dio Consolata è Colei che ce lo dona e indica).

Libri consigliati:

Torino. Santuario della Consolata" target="_blank">Piccola guida al Santuario della Consolata – Fabiana Torino. Santuario della Consolata" target="_blank">Borla

Il Santuario della Consolata – Tuninetti / Pollano

La Consolata, la sua città, la sua gente – 1714-2014 – Autori Vari

La Consolata: un Santuario, una città - Laura Borello

La Consolata. Arti e Mestieri. La civiltà della preghiera – Griseri / Peradotto

La Consolata e la Grande Guerra negli ex voto del Santuario – Ass. Amici della Consolata

Curiosità: Fino al giorno della sua morte, san Giovanni Bosco, anche quando la chiesa dell’Ausiliatrice era già costruita, ha continuato a venire alla Consolata ogni sabato per la preghiera e la confessione. I ragazzi del suo oratorio, quando Don Bosco cadde gravemente ammalato, vennero qui tutti i giorni per una novena di preghiere con richiesta di guarigione, che avvenne. Migliaia di ex voto pittorici, oggettuali, ecc. testimoniano le grazie di cui la Consolata si è fatta mediatrice presso suo Figlio, il Signore Gesù. Da leggere la poesia dialettale di Nino Costa “La Consolà” (leggi“La Cunsulà”), citata da papa Francesco nella sua visita a Torino, per uno stupendo affresco di ciò che rappresenta la Basilica della Consolata per i credenti del posto.

Orari Messe
Feriale:  6.30, 7.00, 8.00, 9.00, 10.00, 11.00, 12.00 –18.00, 19.00
Festivo: 7.00 8.30 10.00 11.30 – 16.00 18.00 19.30
Sabato pomeriggio: 18.00

Orari Apertura e Confessioni
6.30 – 19.30 continuato

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