Santuario Santa Maria Di Colonna - Trani

Il monastero di Santa Maria di Colonna si trova a Trani, precisamente a 2 km dal centro abitato, nella penisola detta "Capo Colonna". La tradizione racconta che la chiesa in stile romanico venne costruita nel X secolo sulle rovine di un tempio pagano. Successivamente, nell'XI secolo, un architetto normanno, Goffredo Colonna, per volere del nobile Goffredo Siniscalco, decise di ampliare la chiesa e quello che vediamo oggi è il risultato di questo lavoro.



Lo stile utilizzato è il romanico pugliese, come testimoniato dalle colonne quadrangolari , il rosone e la divisione in tre navate, una centrale e due laterali. Ci sono anche tracce di arte normanna, come documentato dalle volte crociate. Il Monastero di Colonna prende il nome dal ritrovamento di un quadro della Madonna seduta su una colonna. Sull'altare c'è un quadro che riproduce l'originale con l'aggiunta di nuovi elementi quali le figure di Papa Stefano I, Sant'Antonio Abate, San Benedetto e San Francesco d'Assisi.



I primi ad abitare il monastero furono i monaci benedettini. Uno di questi rubò le reliquie di Stefano I dalle catacombe romane e le portò nell'abbazia, custodendole in alcune stanze poste sotto il pavimento della Chiesa. Le avventure del Monastero cominciarono nel 1480 quando alcuni pirati Turchi giunsero a Trani, devastarono l'abbazia e rubarono il prezioso Crocifisso ligneo qui custodito. Questo venne caricato sulla barca dei pirati ma, forse a causa del peso, stava facendo affondare la piccola imbarcazione, anche se la leggenda riferisce che fu la volontà divina a impedire all'imbarcazione di lasciare la costa. In ogni caso, uno dei Turchi scagliò la sua sciabola sul volto del Crocifisso che cominciò allora a sanguinare. Spaventati, i pirati gettarono in mare la sacra scultura che raggiunse miracolosamente la riva, proprio nel luogo in cui oggi sorge una Cappella. I Benedettini quindi riportarono il Crocifisso nel Monastero con una processione che viene ancora oggi ricordata ogni 3 Maggio dalla popolazione tranese.



Nel 1490 venne costruita una quarta navata in onore del Crocifisso. Nel 1650, Lorenzo De Medici III, Granduca di Toscana, a capo della confraternita di Santo Stefano, chiese ai monaci Francescani, che nel frattempo erano succeduti ai monaci benedettini, di"scambiare" le reliquie del Santo con un altare in oro massiccio, ma questi rifiutarono. Quindi Cosimo III offrì anche le reliquie di San Fortunato in un reliquiario in ebano e la ristrutturazione dell'intero Monastero, e in questo caso i monaci accettarono lo scambio. A causa della confisca dei beni ecclesiastici da parte delle autorità napoleoniche, la proprietà del complesso passò al Comune nel 1801, ma i francescani riuscirono a rimanerci fino al 1867, protetti dai Duchi Carafa di Adria Il complesso venne inizialmente impiegato come lazzaretto per i malati del colera; in seguito divenne anche sede della Caserma militare e, nel secondo dopoguerra, sfruttato anche come colonia estiva per bambini. Un'ultima restaurazione avvenne nel 1980, mentre nel 1991 il monastero ricevette un portale di bronzo, opera dello scultore romano Angelo Canevari. Ancora oggi proprietà del comune, il chiostro del monastero ha ospitato negli ultimi anni diverse manifestazioni culturali, artistiche e anche convegni.

In genere aperto durante gli orari di culto, custodisce al suo interno diverse particolarità architettoniche (venute alla luce durante i vari scavi), tra cui delle tombe in cui sono state rinvenute delle sepolture rituali, e alcune oggetti di valore storico.



 


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