L’antica festa della Candelora, tra riti pagani e cristiani.

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Il 2 febbraio la chiesa cristiana cattolica celebra la presentazione al Tempio di Gesù, un’episodio che appartiene all’infanzia della vita di Gesù, descritto nel Vangelo secondo Luca (Luca 2,22-39).

Questa festa è conosciuta come Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele che, sono il simbolo di Cristo, “la luce che serve ad illuminare le genti”. Questa usanza era indicata della legge ebraica per i primogeniti.

Questa festa è chiamata della Purificazione di Maria perché, nel rispetto della tradizione ebraica una donna era considerata impura del sangue dopo 40 giorni dopo il parto di un figlio maschio.

Dalle sacre scritture dell’Antico testamento:

« Quando una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà immonda per sette giorni; sarà immonda come nel tempo delle sue regole. L’ottavo giorno si circonciderà il bambino. Poi essa resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione »   (Levitico 12,2-4)

La Candelora è anche in corrispondenza di un’antica festa pagana, probabilmente il termine  “Candelora” comunemente conosciuto, è dato dalla festa delle Lucernare, di cui parla Egeria, celebre scrittrice romana del IV secolo, secondo cui:

 “Tutte le lampade e i ceri si accendono, facendo così una luce grandissima” (Itinerarium 24, 4).

 

 

Erano lunghissime fiaccolate rituali che si facevano in occasione dei Lupercali o Lupercalia celebrati nei giorni “sfortunati” di febbraio in onore del dio Fauno protettore degli ovini.

La Candelora è entrata nelle usanze delle feste popolari anche per indicare se l’inverno è ormai al termine, come a Trieste o a Padova.

A Catania la Candelora viene assimilata dalla festa di Sant’Agata del 5 febbraio e rappresenta una delle festività più importanti dell’anno.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.