Santuario Madonna della Stella

Storia:



La Chiesa originaria era dedicata a San Bartolomeo Apostolo e le tracce risalgono al 1525, poco più di tre secoli dopo (1832, un forte terremoto la distrugge, solo l’affresco della Vergine con il Bambino di Paolo Botulli (discepolo del Perugino) resistette a tale calamità. E solo dopo lo spargersi della notizia riguardanti alcune apparizioni della Madonna, si procedette ad una ricostruzione.



 



Santuario:



Nell’anno 1860, la signora Santa Bonifazi di Fratta (località della Chiesa originaria) comunicò al Parroco, Don Brunetti, che la Vergine chiedeva di essere nuovamente onorata in loco, pertanto si chiedeva di ricostruire la Chiesa, ma i fondi della parrocchia, non permettevano di dare seguito a tale richiesta, così il Parroco ironicamente commentò, dicendo che se la Madonna desiderava la Chiesa, avrebbe dovuto munirsi del denaro necessario.



Due anni dopo, un bambino di 5 anni di nome Federico Ciochi (detto Righetto), che giocava nelle vicinanze dei ruderi della Chiesa di San Bartolomeo in compagnia della sorella più piccola (Rosa), sentì una carezza sul capo e udii una voce dirgli “Righetto, sii buono!”. Non venne creduto dalla madre quando glielo riferì, tra l’altro la sorellina asserì di non aver veduto o udito nulla, venne allora negato al piccolo Federico di recarsi nuovamente presso i ruderi, nonostante ciò il piccolo riferì nuovamente alla madre le ulteriori apparizioni della Vergine.



La mamma di Federico, confidò l’accaduto ad un’amica che a sua volta ne parlò in città, l’effetto del passaparola, fece diffondere oltre i confini regionali la notizia di queste apparizioni della Santissima Vergine e si moltiplicarono le notizie di presunte grazie o miracoli da parte dei fedeli.



A quel punto, si iniziarono i lavori di costruzione di un nuovo Santuario, i fedeli finanziarono il tutto e la Chiesa fu dedicata a “Maria Auxilium Christianorum” (Maria aiuto dei Cristiani).



Purtroppo nel 1878 un terremoto distrusse la nuova Chiesa, ma Papa Leone XIII assieme ai contributi dei tantissimi devoti, fecero sì che la Chiesa fu ricostruita in tempi brevi.



La Chiesa venne affidata ai Padri Passionisti, attraverso una convenzione tra il Vescovo Giovanni Battista Arnaldi e il generale dell’ordine dell’epoca, il Beato Bernardo Maria Silvestrelli.



Nel 1997 un nuovo terremoto colpì il Santuario e le regioni di Umbria e Marche, nel 2005, invece, terminarono i lavori di restauro.



La Chiesa fu progettata in stile neoclassico con accenni al barocco da parte dell’Architetto Giovanni Santini, gli interni (ampi 800 metri quadri) sono a croce latina e sono tutti in travertino ricoperto da un intonaco di aspetto marmoreo (detto marmoridea), infine sopra l’altare trova posto l’affresco salvato dal sisma, dell’antica Chiesa di San Bartolomeo Apostolo.



 



 



Fonti Immagini:



cantalamessa da commons.wikimedia.org


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