Santuario di San Miro - Sorico

Storia:



L’edificio è in stile romanico e risale, come da documentazione tardo duecentesca, al 12esimo secolo, originariamente fu dedicato a San Michele. Nel 15esimo secolo venne dedicato a San Miro, di cui ancora oggi custodisce le spoglie terrene. I resti del Santo sono protagonisti di una leggenda del comune comasco di Sorico, infatti dopo la morte del Santo, avvenuta nel 1381, ci furono numerose dispute a proposito del luogo di sepoltura, in quanto nessuno voleva privarsi della vicinanza alla tomba di un Santo. Le dispute vennero risolte da due corvi che volarono assieme fino al promontorio della Chiesa di San Michele, tenendo nel becco i resti lignei delle assi della bara.



Santuario:



Dal 1452 si susseguirono una serie di arricchimenti ed ampliamenti della Chiesa, che venne riconsacrata quattro anni dopo. Nel 1526 il pittore comasco Sigismondo de Magistris completa un mirabile ciclo pittorico nella navata destra raffigurante Sant’Antonio e San Miro.



La Città di Milano, molto legata a San Miro, fino al punto di definirlo “avvocato dei milanesi in tempo di siccità” si occupò di finanziare dei nuovi lavori alla struttura del Santuario fino a renderlo come lo conosciamo oggi. L’imponente lavoro di riordino della Chiesa rese necessaria la demolizione della Cappella con la tomba del Santo. I resti vennero spostati al di sotto dell’attuale altare maggiore. Lo stesso campanile venne demolito e ricostruito nell’odierna locazione. Per commemorare l’occasione venne commissionata al pittore milanese Gian Mauro Della Rovere (anche detto il Fiammenghino) una pregevole pala d’altare. La città meneghina ha sempre nutrito ammirazione e devozione verso il Santo, tale stima venne provata in più occasioni, con numerosi pellegrinaggi e offerte per grazia avvenuta.



Durante il seicentenario della morte del Santo (1981), le città di Sorico e Canzo ospitarono numerose celebrazioni.



Nel 1987 una nuova fase di restauri e studi permise di ritrovare alcuni affreschi di origine tardo medioevale nascosti sotto strati di calce plurisecolari. Tre anni dopo, in seguito all’abbattimento di un muro perimetrale, venne ritrovato l’originario arco d’accesso alla Cappella della tomba di San Miro.



Fino agli anni ’50 del secolo scorso, quando la vita della cittadina di Sorico era principalmente basata su agricoltura e bachicoltura, una speciale novena era dedicata al Santo per chiedere la pioggia dopo periodi di siccità.



Altri festeggiamenti avvengono la terza domenica di gennaio (Sant’Antonio Abate), il 25 aprile (vespri di San Marco) e l’ultima domenica di settembre (San Michele Arcangelo).



Curiosità:



Nella navata destra del Santuario è posta su un piedistallo, la campana più antica della provincia, risalente al 16esimo secolo.



 



Fonti Immagini:



Ominotondo commons.wikimedia.com


Non sono ancora state pubblicate delle testimonianze su questo sanuario.

Puoi essere il primo a raccontare le tue esperienze in questo luogo.

Scrivici la tua testimonianza

Dichiaro di aver letto l'informativa sulla Privacy di Vaticano.com e acconsento al trattamento dei miei dati ai sensi della legge 196/03 e successive.


Mappa