Santuario di Vicoforte- Regina Montis Regalis

La storia
Il santuario di Vicoforte, infatti, sorge nel luogo in cui, nel periodo medievale, era posto un pilone con un'immagine dipinta della Madonna col Bambino.
La leggenda racconta che, verso la fine del XVI secolo, un cacciatore danneggiò involontariamente con un colpo di fucile l'affresco, facendone uscire delle gocce di sangue. Turbato dall'evento, l'uomo appese l'archibugio al pilone e iniziò a raccogliere fondi per l'immagine sacra.
Nacque così una profonda devozione popolare, che attirò un flusso sempre crescente di pellegrini.

Il Santuario
I lavori del santuario, dopo un po', vennero interrotti a causa della morte di Vitozzi e del committente. Ripresero nel Settecento, grazie a un architetto di Mondovì, Francesco Gallo, che continuò la costruzione della parte superiore della chiesa in stile barocco.
Fu l'autore della famosa cupola ellittica, a tutt'oggi considerata la più grande e originale d'Europa, con una superficie di oltre seimila metri quadrati.
La decorazione, caratterizzata da una serie di affreschi che illustrano scene allegoriche, venne completata a metà Settecento da Mattia Bortoloni e Felice Biella. I due artisti impiegarono due anni per terminare il "poema pittorico" dedicato alla Madonna.
La chiesa, invece, fu ultimata nel 1884 con la costruzione dei campanili e delle tre facciate. Il suo interno è ampio e offre alla vista ricche decorazioni, con affreschi e stucchi del XVIII e XIX secolo, creando originali "effetti scenografici" Al centro della basilica è situato il "Tempietto del Pilone", che custodisce la teca d'argento con l'immagine quattrocentesca della Madonna.
Le cappelle, numerose e ricche di opere d'arte, sono di grande interesse. Carlo Emanuele I è sepolto nella cappella di San Bernardo, mentre la cappella di San Benedetto ospita il monumento dedicato alla figlia Margherita di Savoia.
Altre strutture fanno parte del Santuario: il Monastero cistercense, con chiostro e coro, realizzato nel Seicento e ampliato nel Novecento; la sala del refettorio, costituita da arredi e affreschi del Settecento e la Palazzata, una serie di bassi edifici posti nella piazza a pianta semi ottagonale di fronte al Santuario, e progettati da Vitozzi all'inizio del XVII sec.

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