24 novembre Solennità di Cristo Re

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La Solennità di Cristo Re dell’Universo nella Chiesa cattolica e in altre confessioni cristiane come negli anglicani, nei presbiteriani, nei  luterani e metodisti determina un ricordo particolare di Gesù Cristo visto come re di tutto l’universo. Nel rito romano la festa corrisponde con l’ultima domenica dell’anno liturgico.

Nel rito ambrosiano, la solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo corrisponde all’ultima domenica dell’anno liturgico, ma siccome l’Avvento ambrosiano, con cui comincia l’anno liturgico, è più lungo di quindici giorni rispetto all’Avvento romano la festa si dispone nella domenica che precede o eventualmente coincide con l’11 di Novembre, corrispondente alla festa di S. Martino, l’Avvento ambrosiano inizia difatti la domenica che segue tale festa.

La Solennità di Cristo Re risale al 1899 quando Papa Leone XIII nel suo pontificato stabilì nel giorno 11 maggio la consacrazione universale degli uomini al Cuor di Gesù.

Il gesuita italiano Sanna Solaro invitò i vescovi italiani a sottoscrivere una petizione per chiedere l’istituzione di una festa liturgica. La seconda petizione fu presentata a papa Pio XI dopo il Congresso Eucaristico Internazionale di Roma. Ed infine nel 1923 fu presentata una terza supplica, firmata da 340 tra cardinali, arcivescovi, vescovi e superiori generali, chiedendo di:

«Riparare gli oltraggi fatti a Gesù Cristo dall’ateismo ufficiale, la Santa Chiesa si degni stabilire una festa liturgica che, sotto un titolo da essa definito, proclami solennemente i sovrani diritti della persona regale di Gesù Cristo, che vive nell’Eucaristia e regna, col Suo Sacro Cuore, nella società».

Questa volta la domanda fu sostenuta da oltre duecento ordini e congregazioni religiose, da università cattoliche e da migliaia di fedeli. Così papa Pio XI , istituendo l’anno Giubilare 1925 decise la festa con l’ erudita enciclica Quas Primas dell’11 dicembre 1925, il Papa nell’Enciclica si pronunciò con queste parole:

«Perché più abbondanti siano i desiderati frutti e durino più stabilmente nella società umana, è necessario che venga divulgata la cognizione della regale dignità di nostro Signore quanto più è possibile. Al quale scopo ci sembra che nessun’altra cosa possa maggiormente giovare quanto l’istituzione di una festa particolare e propria di Cristo Re

A questa festa venne assegnata una valenza storica, dato che venne istituita nel momento del totalitarismo, confermare la regalità di Cristo doveva rendere marginali le influenze dei regimi che esigevano dai popoli un’ assoggettamento assoluto.

La celebrazione è posta in modo da agevolare un nesso teologico con il mistero della morte di Cristo. Anche nella Bibbia viene sottolineato in Colossesi 1,12-20 che Cristo, inteso come “capo della Chiesa”, è anche il “primogenito dai morti”.

Per la Chiesa luterana la Festa di Cristo Re è inserita tra le Festività più importanti, mentre per le Chiese Protestanti dove la ricorrenza è celebrata essa cade, come nella forma ordinaria del rito romano dalla quale è stata mutuata, l’ultima domenica dei rispettivi anni liturgici.

La regalità di Gesù Cristo consiste di una triplice potestà: la prima è la potestà legislativa. È dogma di fede che Gesù Cristo è stato dato agli uomini quale Redentore in cui essi debbono riporre la loro fiducia e nel tempo stesso come Legislatore, a cui debbono ubbidire. In secondo luogo egli ebbe dal padre la potestà di giudicare il cielo e la terra, non solo come Dio, ma ancora come uomo. Terzo diciamo che Gesù Cristo ha pure il diritto di premiare o punire gli uomini anche durante la loro vita.

Egli regna nelle volontà degli uomini sia perché in Lui alla santità della volontà divina risponde la perfetta integrità e sottomissione della volontà umana, sia perché con le sue ispirazioni influisce sulla libera volontà nostra, in modo da infiammarci verso le più nobili cose. Infine Cristo è riconosciuto Re dei cuori, per quella sua carità che sorpassa ogni comprensione umana e per le attrattive della sua clemenza e benignità.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.