San Giovanni Bosco e la sua festa il 31 gennaio tra educazione giovani e speranza

di Pubblicato in Approfondimenti, Eventi, News, Ricorrenze Religiose


La figura di San Giovanni Bosco, conosciuto affettuosamente come Don Bosco, occupa un posto centrale nella storia religiosa, educativa e sociale non solo dell’Italia, ma di molti Paesi del mondo, e la sua festa, celebrata ogni anno il 31 gennaio, rappresenta un momento particolarmente sentito da comunità, parrocchie, scuole e oratori. Nato nel 1815 a Castelnuovo d’Asti, in un contesto segnato da povertà, lavoro minorile e profonde trasformazioni legate all’inizio dell’industrializzazione, Don Bosco seppe cogliere con straordinaria sensibilità i bisogni dei giovani del suo tempo, soprattutto di quelli più fragili e privi di riferimenti familiari e sociali. Rimasto orfano di padre in tenera età, fece egli stesso esperienza delle difficoltà della vita contadina e maturò fin da giovane la convinzione che l’educazione fosse la strada maestra per offrire ai ragazzi una possibilità di riscatto umano e spirituale. Ordinato sacerdote nel 1841, iniziò la sua missione tra i giovani lavoratori e apprendisti che affollavano le periferie di Torino, spesso costretti a condizioni di lavoro durissime e facilmente esposti al rischio dell’emarginazione e della devianza. Proprio in questo contesto nacquero i primi oratori, spazi aperti e accoglienti in cui i ragazzi potevano trovare non solo catechesi e istruzione, ma anche gioco, amicizia, ascolto e una presenza educativa costante. Don Bosco sviluppò così un metodo pedagogico originale, il cosiddetto sistema preventivo, fondato su tre pilastri essenziali – ragione, religione e amorevolezza – che ponevano al centro la relazione educativa, la fiducia reciproca e la valorizzazione delle potenzialità di ciascun giovane, superando modelli repressivi e punitivi allora molto diffusi. Attorno a questa visione prese forma nel tempo la Congregazione Salesiana, affiancata poi dalle Figlie di Maria Ausiliatrice, dando vita a una vasta rete educativa che si diffuse rapidamente in Italia e all’estero, portando scuole, laboratori professionali, collegi e oratori anche nei contesti più poveri e difficili. La festa di San Giovanni Bosco, celebrata il 31 gennaio, non è soltanto una ricorrenza liturgica, ma un momento di festa comunitaria che coinvolge in modo particolare i giovani, veri protagonisti del suo carisma: nelle realtà salesiane si organizzano celebrazioni eucaristiche, incontri formativi, spettacoli, attività sportive e iniziative di solidarietà, tutte pensate per rendere vivo e attuale il messaggio di Don Bosco. È una festa che parla di educazione integrale, di attenzione alla persona nella sua globalità e di responsabilità condivisa tra adulti e giovani, richiamando l’idea che ogni ragazzo, anche il più difficile o ferito, porta dentro di sé un potenziale di bene che può emergere se accompagnato con pazienza e amore. A più di un secolo dalla sua morte, avvenuta nel 1888, l’eredità di Don Bosco continua a essere sorprendentemente attuale: il suo invito a “educare i giovani per formare buoni cristiani e onesti cittadini” risuona ancora oggi come una sfida educativa e civile, in un tempo segnato da nuove fragilità, solitudini e disuguaglianze. Celebrare San Giovanni Bosco e la sua festa significa dunque non solo ricordare un santo, ma rinnovare un impegno concreto verso i giovani e verso il futuro, riconoscendo nell’educazione uno degli strumenti più potenti per costruire comunità più giuste, solidali e capaci di speranza.

Autore: Redazione

Acquista i Gadget ufficiali per il Giubileo


VAI AL NEGOZIO