Venerdì Santo a Savona

di Pubblicato in Approfondimenti, Eventi, News, Ricorrenze Religiose


Savona si prepara a vivere il Venerdì Santo 2026, un momento in cui la città riafferma la propria anima più profonda, intrecciando memoria, devozione e comunità. Dopo la pioggia che aveva spento le speranze della vigilia lo scorso anno, quest’anno il Priorato Generale delle Confraternite ha presentato ufficialmente l’edizione del 3 aprile, con la regia affidata alla Confraternita di San Domenico, che guiderà il corteo sotto il titolo di Cristo Risorto. La conferenza stampa di presentazione è stata segnata da un intenso momento di commozione, con un ricordo speciale per don Piero Giacosa, figura storica del clero savonese scomparsa a gennaio, la cui dedizione alla città e alla fede resta un esempio per tutti. Il sindaco Marco Russo ha espresso gratitudine agli organizzatori, lodando la scelta coraggiosa di non attendere il canonico biennio per recuperare la sfilata annullata nel 2025, trasformando un momento di delusione in un’occasione di rinascita comunitaria.

Una delle novità più significative di questa edizione risiede nel cosiddetto “piano B”, una strategia condivisa per garantire che la processione diventi un vero momento di incontro, anche in caso di maltempo. Questa attenzione alla resilienza comunitaria trasforma l’evento in qualcosa di più della semplice sfilata: diventa simbolo di perseveranza, di fede che resiste alle difficoltà e di un legame sociale che si rafforza ogni anno. Il percorso, che ricalca quello del 2023, attraverserà il cuore della città, dalla Cattedrale fino alla Torretta, dove i rintocchi solenni della campana chiamata “Vittoria” accompagneranno il passaggio delle casse lignee che trasportano il simulacro del Cristo, segno tangibile di devozione e partecipazione collettiva.

Tra i momenti più suggestivi della giornata ci sarà il canto dei mottetti in largo Varaldo, un momento di raccoglimento e contemplazione che prepara il cuore dei fedeli all’arrivo solenne in piazza Sisto IV. Qui, dal loggiato del Municipio, il vescovo Calogero Marino impartirà la benedizione finale con la Santa Croce, un gesto che sigilla non solo la fine della processione, ma anche la comunione spirituale della città. Il rito diventa così espressione di una fede viva, capace di unire generazioni diverse, di ricordare la Passione di Cristo e di trasformare la memoria storica in esperienza presente e condivisa. La processione non è semplicemente folklore o tradizione, ma battito vitale della città, un ponte tra spiritualità, identità locale e senso di comunità che rinnova ogni anno il legame dei savonesi con la propria fede e la propria storia.

Autore: Redazione

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