Curiosità sulla Processione della “Uglia”.

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A Pignola (CZ), la sera del sabato precedente la terza e la quarta domenica di maggio, in concomitanza con la festa Patronale di Maria Santissima degli Angeli, anche detta Madonna del Pantano, avviene la processione della “Uglia”.

Ma chi non è del posto si domanda, cos’è la Uglia? Una risposta difficile da dare, che sembra non essere mai stata svelata.

Se da una parte abbiamo la festa Patronale della Madonna del Pantano, momento di forte aggregazione che invita tutti i cittadini, anche quelli sparsi in giro per il mondo a unirsi e ritrovarsi per festeggiare con grande fede e devozione la madonna, dall’altro lato abbiamo la processione della “Uglia, che è più un momento di divisione, forte competizione, che vede schierate due fazioni una contro l’altra.

E forse è proprio questo il particolare significato di questa processione laica, senza prete, senza rituali religiosi, ma sono con l’effigie della Madonna dipinta sulla Uglia, un baldacchino orientaleggiante che termina appunto a “guaglia”, da qui il nome di Uglia.

Questo termine, Uglia, è una voce probabilmente arrivata dalla Francia, o meglio dall’antico provenzale agulha, e questa dal latino acucula, diminuitivo di acus. Anche se l’etimologia della parola non svela il significato della festa.

Le ipotesi formulate attorno al significati di questa processione sono molte, partendo dall’analisi di diversi elementi: mancanza del prete, fattezza orientale del baldacchino, effige della madonna come unico simbolo sacro, falò che ostruiscono il passaggio per l’ingresso in ogni quartiere, e i molti tentativi dei portatori per superare i falò con la Uglia.

Così si può ragionevolmente pensare che l’assenza del prete possa a stare a significare che la processione non avesse origini religiose, ma l’effige della Madonna fosse stata introdotta solo in un secondo momento. Il sapore orientaleggiante del baldacchino indica come la processione della Uglia possa essere collegata ad avvenimenti storici che ebbero come protagonisti i mussulmani.

Mentre i falò usati come sbarramento per non far passare il nemico stanno a significare l’ostacolare il passo all’invasone, seguito dal superamento dei fuochi da parte della Uglia, dopo innumerevoli tentativi, che equivale all’espugnazione del quartiere.

La festa volge al termine dopo la conquista di tutti i quartieri e come in un gioco delle parti il vinto diventa vincitore e il vincitore vinto, in questo frangente il simbolo sacro cristiano si sostituisce all’emblema degli infedeli.

Infine, con tutte le riserve del caso, potremmo guardare alla Uglia come la versione modesta della “sfilata dei Turchi” di Potenza.

Autore: Redazione