Il Sangue di San Gennaro e la sua liquefazione

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Ieri, 19 Settembre, si è ripetuto come ogni anno il rito della liquefazione con l’esposizione della ampolla contenente il Sangue di San Gennaro.

Al termine della Messa per le Solennità di San Gennaro l’ampolla viene estratta dalla nicchia apposita per essere scossa con una serie di ampi movimenti affinché tutti i fedeli possono ammirare questo fenomeno.

Dopo che il sangue si è trasformato in un “liquido”, l’Arcivescovo di Napoli ringrazia Dio per il miracolo avvenuto.

La Tradizione vuole che il Sangue di San Gennaro si sia sciolto per la prima volta ai tempi di Costantino I quando il Vescovo Severo trasferì le spoglie del Santo dal luogo di sepoltura a Napoli.

Durante il tragitto avvenne l’incontro con una nutrice che trasportava le ampolline del sangue del Santo, le quali a contatto con la testa del corpo si sarebbe sciolte.

La prima notizia documentata sulla presenza dell’ampolla risale al 1389 durante lo svolgimento della Festa dell’Assunta.

In quell’occasione ci fu per la prima volta l’esposizione pubblica del “Sangue di San Gennaro”.

Nell’Agosto dello stesso anno centinaia di persone parteciparono alla processione per assistere al miracolo: il liquido si era liquefatto come se fosse appena sgorgato dal corpo del Santo.

Molti studi e indagini sono state effettuate per cercare di spiegare scientificamente questo fenomeno, a partire dalla prima analisi spettroscopica dell’ampolla risalente al 1902.

I ricercatori incaricati all’esame hanno fornito varie prove scientifiche sulla possibilità dello scioglimento simili alla base del fenomeno del miracolo.

Prima di quella data, a causa della mancanza di strumenti idonei per lo svolgimento dei test, furono ipotizzate delle tesi riguardanti il miracolo, come la presenza di qualche sostanza chimica all’interno dell’ampolla.

La Chiesa Cattolica ha cercato di prendere le distanze sempre in maniera cauta, dando la possibilità ai fedeli di venerare questo culto popolare.

Attraverso la riforma liturgica del Concilio Vaticano II, la Chiesa modificò il calendario liturgico rendendo facoltative alcune memorie che prima erano obbligatorie.

Tra questi cambiamenti è presente quella di San Gennaro divenuta facoltativa all’infuori dell’arcidiocesi di Napoli.

Solo tre volte all’anno i fedeli posso assistere al miracolo della liquefazione: il sabato che precede la prima domenica di Maggio con i successivi otto giorni; il 19 Settembre e per tutta l’ottava della Festa in suo onore; 16 Dicembre).

Secondo la tradizione popolare, se avviene la liquefazione è segno di grandi auspici altrimenti sarà presagio di eventi nefasti.

Attualmente sono due le ampolle conservate nella cassaforte dietro l’altare della cappella del Tesoro di San Gennaro nel Duomo di Napoli.

Una è riempita da ¾ mentre l’altra è semivuota poiché quando Carlo di Borbone divenne Re di Spagna sottrasse del sangue portandolo con se.