Sant’Agata è una delle sante più amate della cristianità e rappresenta per Catania non solo una figura religiosa, ma il cuore stesso dell’identità spirituale e culturale della città. Nata a Catania nel III secolo, Agata consacrò la sua vita a Cristo scegliendo la verginità e rimanendo fedele alla propria fede anche di fronte alle persecuzioni dell’Impero romano; il suo rifiuto di abiurare il cristianesimo e di sottomettersi al proconsole Quinziano le costò torture crudeli e infine il martirio, avvenuto il 5 febbraio del 251 d.C., data che la Chiesa ricorda come il giorno della sua nascita al cielo. La sua testimonianza di fede, vissuta nella sofferenza ma illuminata dalla fiducia in Dio, ha attraversato i secoli rendendo Sant’Agata una presenza viva nella devozione popolare, invocata come protettrice contro le calamità, in particolare le eruzioni dell’Etna, e come esempio di forza, dignità e fedeltà al Vangelo. La festa in suo onore, celebrata ogni anno a Catania tra il 3 e il 5 febbraio, è una delle manifestazioni religiose più partecipate al mondo cristiano e unisce in modo indissolubile liturgia, tradizione, fede e partecipazione popolare; nel 2026, come già annunciato nei programmi ufficiali della diocesi e del Comune, le celebrazioni si inseriscono in un calendario ancora più ampio, con momenti di preparazione spirituale che iniziano già a fine gennaio e proseguono oltre il 5 febbraio, includendo celebrazioni eucaristiche, ostensioni delle reliquie, incontri culturali e iniziative dedicate ai giovani, in un clima di rinnovata attenzione al valore religioso della festa. Il 3 febbraio è tradizionalmente segnato dall’offerta della cera e dalla suggestiva sfilata delle candelore, grandi cerei artistici portati a spalla che rappresentano le antiche corporazioni cittadine, mentre il 4 febbraio è il giorno della Messa dell’Aurora e della grande processione del fercolo con le reliquie della Santa, che attraversa per ore le strade della città tra preghiere, canti e il grido corale “Semu tutti devoti”, espressione potente di appartenenza e fede condivisa; il 5 febbraio, giorno del martirio, si celebra la solenne Messa pontificale e la processione conclusiva, che assume il valore di affidamento dell’intera città alla sua patrona. Accanto alla dimensione religiosa, la festa conserva una forte componente popolare e simbolica, visibile nei dolci tradizionali come le “minnuzze di Sant’Agata” e le olivette, nelle luminarie, nei fuochi d’artificio e nella partecipazione di centinaia di migliaia di fedeli e pellegrini, che ogni anno trasformano Catania in un luogo di incontro tra fede, storia e comunità. Nel contesto del 2026, particolare attenzione è stata annunciata anche al tema della testimonianza cristiana oggi, con iniziative che rileggono la figura di Sant’Agata come modello di libertà interiore, coraggio e fedeltà, soprattutto per le nuove generazioni, chiamate a vivere la fede non come tradizione vuota ma come scelta consapevole e responsabile. La festa di Sant’Agata continua così a essere non solo una celebrazione identitaria, ma un grande atto collettivo di fede, in cui il popolo cristiano rinnova il proprio legame con Dio attraverso l’esempio di una giovane donna che, con la forza della fede, ha attraversato il dolore senza rinnegare la verità del Vangelo, lasciando alla sua città e alla Chiesa intera un’eredità spirituale che ancora oggi parla al presente.
La festa di Sant’Agata segno vivo della fede di Catania
5 Febbraio 2026 Pubblicato in Approfondimenti, Eventi, News, Ricorrenze Religiose


