La tavoletta trovata tra le onde: così nacque la devozione alla Madonna di Maralunga

di Pubblicato in Approfondimenti, Eventi, News, Ricorrenze Religiose


Tra le scogliere che guardano il Golfo dei Poeti e le case colorate di Lerici vive da secoli una devozione che appartiene alla memoria più profonda della città: quella per la Madonna di Maralunga, patrona dei lericini. Non è soltanto una tradizione religiosa, ma una storia che unisce mare, fede e leggenda, nata – secondo il racconto popolare – da un evento che risale alla fine del Quattrocento.

La tradizione colloca l’origine della devozione nel 1480. Tre pescatori di Lerici si trovavano in mare, nei pressi della scogliera di Maralunga, quando notarono qualcosa galleggiare tra le onde. Avvicinandosi scoprirono una piccola tavoletta dipinta che raffigurava la Vergine Maria con il Bambino. L’elemento che colpì subito i pescatori fu un dettaglio sorprendente: nonostante fosse stata trasportata dal mare, l’immagine risultava perfettamente asciutta, come se l’acqua non l’avesse mai toccata.

Decisero quindi di portarla in paese. Ma proprio mentre cercavano di sollevarla per trasportarla, accadde qualcosa che la tradizione ha tramandato come un segno prodigioso. L’immagine diventò improvvisamente pesantissima, impossibile da muovere. I pescatori, stupiti, interpretarono quell’episodio come un segnale: la Madonna desiderava rimanere proprio in quel luogo. Solo dopo aver promesso che avrebbero costruito una cappella sul punto del ritrovamento, riuscirono finalmente a sollevare la tavoletta.

Da quel voto nacque il santuario di Maralunga, che ancora oggi sorge sulla costa poco fuori dal centro storico di Lerici. Per gli abitanti del borgo quella piccola cappella diventò presto un punto di riferimento spirituale, un luogo dove fermarsi a pregare e affidare alla Vergine la vita della comunità, profondamente legata al mare.

L’immagine venerata presenta anche un dettaglio iconografico particolare: la Madonna tiene in mano un mazzolino di tre rose bianche. Proprio per questo motivo è conosciuta anche con il titolo di Madonna delle Tre Rose, un nome che richiama la purezza della Vergine e che ha contribuito a rendere ancora più riconoscibile questa devozione.

Se la leggenda parla di un’origine misteriosa, gli studiosi di storia dell’arte offrono una spiegazione più concreta. L’opera viene generalmente attribuita a un pittore della scuola ligure-toscana del XV secolo, segno che la tavoletta era probabilmente un dipinto devozionale diffuso nell’area tirrenica e giunto a Lerici in circostanze poi trasformate in racconto popolare.

Con il passare dei secoli l’immagine divenne sempre più venerata e per proteggerla dalle incursioni dei pirati, frequenti lungo la costa ligure, si decise di trasferirla nel centro abitato. Oggi l’effige originale è custodita nella Chiesa di San Francesco, dove può essere venerata dai fedeli e dove continua a rappresentare uno dei simboli religiosi più importanti della città.

La Madonna di Maralunga è riconosciuta come patrona di Lerici e la sua festa si celebra ogni anno il 25 marzo, giorno che coincide con la solennità cristiana dell’Annunciazione del Signore. In quella data la città rinnova la propria devozione con celebrazioni religiose e momenti di partecipazione popolare che coinvolgono l’intera comunità.

Dietro questa festa non c’è soltanto una tradizione, ma un legame profondo tra la città e la sua patrona. Tra il mare, le barche dei pescatori e le pietre antiche del borgo ligure, la figura della Madonna di Maralunga continua a raccontare una storia che attraversa più di cinque secoli: quella di una piccola immagine trovata tra le onde e diventata nel tempo il cuore spirituale di una comunità.

Autore: Redazione

Acquista i Gadget ufficiali per il Giubileo


VAI AL NEGOZIO