OGNISSANTI, LA COMUNIONE DEI SANTI

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Con la festa di Ognissanti il 1° novembre la Chiesa sulla terra celebra la Chiesa gloriosa, gli eletti del popolo di Dio che con il loro esempio e la loro protezione ci allietano, ci confortano oltre a mandarci un messaggio di speranza: la nostra vera vocazione è la santità, realizzabile non attraverso opere eccezionali bensì restando fedeli alla grazia ricevuta con il battesimo.

La celebrazione della festa di tutti i Santi  inizia nell’Europa latina nell’ VIII secolo ma si diffuse a Roma solo nel secolo successivo.

LE ORIGINI

Da fonti storiche  tutto farebbe risalire le origini della festa di Ognisanti alla cultura celtica,  la cui tradizione segnava uno spartiacque tra l’anno solare in due periodi. Nel primo periodo c’era la nascita e la floridezza della natura mentre nell’altro  la natura entrava in letargo passando un periodo di riposo.

Tradizionalmente veniva festeggiato ciascun giorno di inizio di questi due periodi. Il primo, veniva festeggiato durante il mese di maggio,quello della vita, e quindi della rinascita della natura che riprende vitalità ed il secondo a metà autunno, quello della morte, e della quiete dove la natura si addormenta. Questi due giorni venivano chiamati rispettivamente Beltane e Samhain.

Nello stesso tempo  a Roma si festeggiava il termine del periodo fertile per la terra, ringraziandola per i frutti ricevuti, una festa sostanzialmente  simile al Samhain. Con la conquista della Gallia da parte di Cesare le due feste pagane prima si integrarono, finendo per cadere, a seconda delle regioni, nei giorni compresi fra la fine di ottobre e l’inizio di novembre,  poi si fusero in un unico festeggiamento, scegliendo come giorno comune la notte fra il 31 ottobre ed il 1° novembre.

IL SIGNIFICATO

Perché si festeggiano i santi? Perché sono i nostri fratelli maggiori, peccatori come ciascuno di noi, che si sono lasciati vivificare dalla misericordia del Padre, travolgere dall’amore di Gesù donando in cambio tutte le loro debolezze, tristezze e anche sofferenze. Hanno così ereditato la gloria eterna, e assieme alla Beata Vergine, la Regina di tutti i santi, che li ha guidati e sostenuti nella loro vita terrena, ora contemplano in cielo il volto di Dio e gioiscono pienamente di questa visione.

LA COMUNIONE DEI SANTI

Il catechismo della Chiesa cattolica, a proposito della comunione dei santi dice: «Poiché tutti i credenti formano un solo corpo, il bene degli uni è comunicato agli altri. Allo stesso modo bisogna credere che esista una comunione di beni nella Chiesa. Ma il membro più importante è Cristo, poiché è il Capo. Pertanto, il bene di Cristo è comunicato a tutte le membra; ciò avviene mediante i sacramenti della Chiesa. L’unità dello Spirito, da cui la Chiesa è animata e retta, fa sì che tutto quanto essa possiede sia comune a tutti coloro che vi appartengono».

L’espressione « comunione dei santi » ha  due significati: «comunione alle cose sante (sancta) e «comunione tra le persone sante (sancti)». In molte liturgie orientali l’officiante, prima della distribuzione della Comunione, alzando i Doni verso l’alto,  proclama: «Sancta sanctis!», le cose sante ai santi. I fedeli (sancti) vengono nutriti del Corpo e del Sangue di Cristo (sancta) per crescere nella comunione dello Spirito Santo e comunicarla al mondo.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.