Le antiche origini della Notte di San Lorenzo

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Notte di San Lorenzo

La Notte di San Lorenzo, tradizione estiva legata al fenomeno delle stelle cadenti, non è un eventi di origine recente, infatti sin dai tempi degli antichi romani gli uomini restano meravigliati da questo spettacolare evento.

Le prime segnalazioni di avvistamenti delle Perseidi si possono riscontrare presso l’antica Cina, attorno al 36 dopo Cristo, anche se gli aspetti più interessanti e vicini a noi derivano dalle tradizioni greco-romane. Difatti, prima dell’avvento del Cristianesimo quando aruspici e sacerdoti interpretavano i segni della natura come interventi divini. La sanguinaria Sparta ad esempio, ogni 9 anni, il regnante veniva assoggettato al volere delle stelle, se in quel periodo una stella cadente veniva avvistata, il sovrano veniva deposto in quanto l’evento veniva visto come presagio di sventura.

Anche i romani festeggiavano ad Agosto, mese dedicato all’imperatore (Augusto), durante questo periodo venivano difatti celebrate numerose festività collegate all’agricoltura. Le processioni che si tenevano durante i festeggiamenti sfociavano nei cosiddetti “fascennini”, versi abbastanza spinti collegati al latino “fascinum“, utilizzato sia per definire il malocchio, sia per parlare del membro riproduttivo maschile.

Infatti, durante le celebrazioni si invocava Priapo, divinità della fertilità, portando in processione la sua statua e maggiori erano le stelle cadenti avvistate, elevate erano le possibilità di avere un buon raccolto nei mesi successivi.

La tradizione Cristiana

La Notte di San Lorenzo, come la conosciamo oggi prende il suo nome dal Santo di origini spagnole, bruciato sulla graticola su ordine dell’Imperatore Valeriano. Curiosa è l’assonanza con Larentia, una sorta di Madre Natura della cultura pagana.

La testimonianza raccolta da Sant’Ambrogio vuole ricordarci che le stelle cadenti che ammiriamo ogni 10 agosto siano i carboni su cui il Santo subì tale orribile sorte.

Anche la celebre poesia di Giovanni Pascoli, si riferisce alle stelle come il celeste pianto del Santo, recitando così:

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla
.

Perché si pensa portino fortuna?

Numerose sono le culture che vedono nelle stelle cadenti aspetti positivi, se infatti analizziamo l’etimologia della parola desiderio, scopriamo che essa stessa è collegata agli astri, in quanto deriva del latino de siderum (sulle stelle).

Soldati e marinai affidavano alle stelle le loro speranze di rivedere i propri cari o la terraferma, prima dei precisi GPS di oggi, erano le stelle gli strumenti adatti ad orientarsi, assumendo quindi la funzione di guida.

Ecco perché le stelle cadenti hanno un particolare significato per la nostra religione, in quanto proprio una cometa accompagnò e guidò i Re Magi fino a Betlemme, dove portarono doni preziosi al piccolo Gesù.

Autore: Andrea Bevilacqua

Nato ad Ancona nel 1990, Diplomato in Ragioneria presso l'Istituto Tecnico Commerciale "Grazioso Benincasa". Grande appassionato di storia, cultura e scrittura.