Papa Francesco: l’amore è concreto e cambia il mondo, non è solo una filosofia

di Pubblicato in Dal Vaticano, News


Nell’occasione del ritiro del movimento “John 17 Movement“, Papa Francesco ha inviato un videomessaggio, insiste per l’ennesima volta sulla necessità di ricordarci e riconoscersi figli di uno stesso Padre, che non si devono far dividere da concetti quali provenienza o nazionalità.

Il ritiro del movimento seguiva propria il tema “Riconciliazione Relazionale, un Nuovo Cammino per la Riconciliazione dei Cristiani” (cfr.  Gv 17, 13-17), una vera e propria esperienza ecumenica indirizzata alla riconciliazione delle Chiese, perché come ha ricordato il pontefice “insieme nell’amore noi cristiani possiamo cambiare il mondo, possiamo cambiare noi stessi, perché Dio è Amore!”

L’amore è la parola chiave del videomessaggio, perché attraverso di esso nasce ogni cosa buona come “l’amicizia, la fratellanza e la certezza di essere figli dello stesso Padre”. Seppur le conoscenze teologiche sono utili e necessarie, l’amore non ne ha bisogno ed è quanto basta per trovare la forza per cambiare il mondo. E sempre grazie all’amore possiamo riuscire a cambiare noi stessi e migliorarci giorno per giorno. Non ha caso, negli Atti degli Apostoli, la prima cosa che veniva detta da chi incontrava la prima comunità cristiana era proprio “Guardate come si amano”. L’amore deve traboccare dal buon cristiano, al punto di essere visibile e d’esempio per gli altri.

Il papa si è rattristato per non potersi incontrare con il “John 17 Movement”, ma la pandemia ha impedito di concretizzare la data fissata. Spera in ogni caso di riuscire entro la fine dell’anno, perché negli incontri precedenti ha sempre incontrato gioia e speranza. Ha poi rimarcato come il movimento parli dell’amore “di quanti, attorno al tavolo, prendendo un cappuccino, pranzando o mangiando un gelato, si scoprono fratelli, non per il colore, né la nazionalità, né la provenienza, né le diverse forme in cui vivono la propria fede, ma come figli di uno stesso Padre”. E in questo non si deve pensare al colore della pelle, alla provenienza e alla nazionalità di un’altra persona, perché immaginando queste cose fossero ostacoli alla fratellanza, allora si mette un ostacolo all’amore.

E il sentimento di cui parla Papa Francesco è solido e concreto non idealizzato: “Ami o non ami, ma l’amore che si è fatto carne, l’amore che ha dato la propria vita per noi, questo è il cammino. Molte volte confondiamo l’amore con una specie di filosofia platonica, idealista. L’amore è concreto, l’amore dà la vita per gli altri, come Gesù l’ha data per noi. Forse perché l’amore non si insegna, si vive, e voi ce lo state insegnando vivendolo.” L’amore quindi deve essere fatto di gesti che lo rafforzino e rendano reale. Un messaggio che nessun buon cristiano dovrebbe mai dimenticare.

Autore: Redazione