Papa Francesco – viaggio apostolico in Thailandia e Giappone

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Ad accogliere Papa Francesco all’aeroporto di Bangkok la cugina, Suor Ana Rosa Sivori, suora in Thailandia da 54 anni ed ora  interprete per questa visita del santo padre nella Terra del Siam. «I buddisti mi dicono: è uno di noi», è una delle prime frasi che Suor Ana Rosa Sivori comincia a tradurre.

Il Santo Padre e Suor Ana  si conoscono da quando erano bambini. Sivori è il cognome della madre del Santo Padre, si sono incontrati l’ultima volta nel 2018 a Roma. L’arrivo del Santo Padre in Thailandia è una grande benedizione ed un dono molto speciale. Tutti lo vogliono vedere. Ai buddisti piace per la sua semplicità e perché è vicino alla gente in tutte le sue azioni. I thailandesi dicono sembra uno di noi.

Le prime parole del Papa sono sul flagello degli abusi sessuali, Francesco ha cominciato la sua visita in Thailandia con un discorso accorato verso le autorità civili, parlando di  «una rovina sociale» l’esposizione di bambini, bambine e donne alla prostituzione e alla tratta, sfigurati nella loro dignità più autentica dal momento che lo sfruttamento minorile ed il turismo sessuale dilagano in tutto il Paese.

Il tema delle migrazioni è uno dei principali argomenti del Santo Padre. Il  Paese, noto per la sua accoglienza,  si è trovato ad affrontare una vera e propria crisi migratoria, dovendo accogliere migranti rifugiati dei Paesi confinanti e non solo in numero considerevole. Non si tratta solo di migranti ha ribadito il Santo Padre, ma si tratta di dare un volto alle nostre società.

Nel trentesimo anniversario delle Convenzioni sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza Il Santo Padre invitata a riflettere e ad operare con decisione, costanza e velocità sul bisogno di proteggere il benessere dei nostri bambini, ed il loro sviluppo sociale e intellettuale, agevolando l’accesso all’educazione e la loro crescita fisica, psicologica e spirituale. Il futuro dei popoli della terra è legato al modo in cui garantiremo ai nostri figli un futuro nella dignità.

Francesco il primo giorno in Thailandia allo Stadio nazionale di Bangkok ha celebrato la Santa Messa, tenendo riunite diverse migliaia le persone in attesa per ore sotto il sole, la comunità cattolica della Thailandia ed anche moltissimi buddisti desiderosi di partecipare. Molti non hanno potuto partecipare direttamente alla messa dentro allo stadio per questo si sono allestiti maxi-schermi in un altro stadio accanto al principale. Grande è stato l’entusiasmo all’arrivo del pontefice in papamobile, sempre accompagnato dalla cugina-interprete, suor Ana Rosa Sivori.

Ieri  la cerimonia ufficiale di benvenuto, con gli incontri diplomatici con il primo ministro, le autorità, con la società civile e con il corpo diplomatico. Una giornata particolare, scandita anche dalla visita al patriarca supremo dei buddisti e dall’incontro con il personale medico del St. Louis Hospital. Nella giornata in Santo Padre lasciato la nunziatura apostolica e si è trasferito in auto all’Amphorn Royal Palace, la residenza principale del Re di Thailandia, per la visita privata a Sua Maestà il Re Maha Vajiralongkorn “Rama X”, ricevuto in visita privata alle ore 17. Il Papa è stato accolto all’ingresso del palazzo dal Re, che lo ha accompagnato nella sala delle udienze dove è stato introdotto alla Regina. Dopo la visita privata con la famiglia Reale, la foto ufficiale e lo scambio di doni il Santo Padre si è congedato dal Re e dalla Regina per recarsi allo Stadio Nazionale Supachalasai di Bangkok, dove ha avuto luogo la celebrazione eucaristica.

Autore: Franco Collodet

Sociologo e scrittore, studi specialistici in gestione delle politiche sociali. Studi specialistici in Scienze Storico-Antropologiche delle Religioni, professore presso l’Istituto Volterra-Elia di Ancona. Master presso la Scuola Superiore di Filosofia Orientale e Comparativa di Rimini. Esperto dei cammini religiosi in Europa e in Medio Oriente.