Il giorno del compleanno di Papa Francesco diventa, oggi più che mai, un momento per fermarsi e ricordare il valore immenso della sua presenza, del suo magistero e della sua umanità. Anche se non è più tra noi come guida quotidiana — o anche se la vita della Chiesa ha ormai preso nuovi percorsi — il suo insegnamento continua a risuonare in milioni di persone in tutto il mondo.
Papa Francesco ha segnato una stagione unica della Chiesa e della società. È stato il pontefice che ha scelto la semplicità come linguaggio, la misericordia come bussola e la fraternità come strada. Ha parlato ai cuori prima ancora che alle istituzioni, e con gesti spesso più potenti delle parole ha ricordato al mondo che il Vangelo vive nell’incontro, nella cura dei più fragili, nel coraggio di tendere la mano.
Nel giorno del suo compleanno, ciò che più rimane è la sua capacità di avvicinarsi alle persone senza chiedere nulla in cambio: lo sguardo rivolto agli ultimi, il rispetto verso chiunque fosse in ricerca, la capacità di costruire ponti là dove altri vedevano muri. Ha invitato a non avere paura della tenerezza, un’espressione semplice ma rivoluzionaria nella durezza del nostro tempo.
La sua voce ha attraversato i confini: dal grido per la pace alle parole spese per i migranti, dall’impegno per l’ambiente all’appello costante a una società più giusta e inclusiva. Anche chi non condivideva tutte le sue scelte riconosceva in lui un uomo animato da un desiderio sincero di bene, un credente che viveva ciò che annunciava.
Oggi lo ricordiamo non con malinconia, ma con gratitudine.
Ricordiamo il sorriso limpido, la mano che benediceva senza distinzione, il coraggio di ascoltare, la normalità di un Papa che telefonava alle persone in difficoltà o pagava di tasca propria l’affitto di chi non ce la faceva.
Il compleanno di Papa Francesco è dunque un’occasione per custodire viva la sua eredità: non un ricordo statico, ma una spinta a continuare ciò che lui ci ha insegnato.
Avere cura. Camminare insieme. Non escludere nessuno. Cercare la pace con perseveranza. Guardare il mondo con quella “gioia del Vangelo” che lui ci ha affidato come luce per i tempi difficili.
E così, anche se la sua presenza non è più fisica nella nostra quotidianità, il suo messaggio continua a vivere.
E continua a farci bene.
Buon compleanno, Papa Francesco.
Oggi lo diciamo con affetto, con rispetto e con la certezza che la tua voce rimane dentro le nostre coscienze, come una bussola di speranza.



